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Giovedì 26 marzo 2026

Morzeddhu cu a pitta

Avete letto dell’attacco senza senso agli H24 in Calabria? Ma quelli del Codacons sembrano non conoscere nulla del nostro lavoro. Si sono perfino permessi di parlare di controlli igienici, a noi che vendiamo prodotti confezionati, sicuri e controllati, quando i bar tradizionali che difendono hanno sicuramente molti, ma molti più problemi in materia di igiene. Vi manderei la foto di un posto qui vicino che vende il “morzeddhu cu a pitta”, che ci andasse il Codacons a controllare.

Ti confessiamo che siamo dovuti andare su internet per capire cos’era il morzeddhu. Non vogliamo fare polemiche con i bar, ma è evidente che si tratta di modelli di business completamente diversi, con livelli di rischio igienico non paragonabili. Nel vending parliamo di prodotti confezionati e filiere controllate, mentre nella somministrazione di piatti freschi la gestione è inevitabilmente molto più esposta a criticità.
Per quanto riguarda il Codacons, sarà chiamato a rispondere delle proprie affermazioni, visto che Confida sta valutando un’azione legale per quanto dichiarato ai quotidiani locali.

Il problema di Selecta

Il principale problema di Selecta è di essere di proprietà di fondi. Il vending non è un settore che può funzionare in base a logiche finanziarie. A questo si aggiunge che i fondi non sono stati in grado di individuare e dare fiducia ad un management capace e conoscitore del settore. In Italia la prima versione di Selecta (emanazione di Go express) aveva messo assieme un ottimo management ed infatti cresceva doppia cifra ogni anno. Ma la avvicendamento dei fondi in quel momento ha imposto la cessione ad IVS, azzerando così una delle filiali europee più performanti. Salvo poi reinvestire, dopo pochi anni comprando Argenta, che chiunque nel settore sapeva quanti problemi avesse. Ora possono solo andare avanti con giochini finanziari, passandosi la palla da un fondo all’altro o più probabilmente fare un po’ di spezzatino. Era il più grosso gruppo del vending europeo!

Scusa i tagli, ma l'originale non era pubblicabile. I fondi hanno sicuramente avuto un ruolo e in diversi passaggi hanno commesso errori anche evidenti. Detto questo, dobbiamo essere onesti, sarebbe riduttivo pensare che sia solo colpa loro. Nel tempo si sono sommate anche scelte industriali discutibili, una gestione operativa peggiorata e un mercato decisamente meno favorevole. La situazione di oggi è probabilmente il risultato di tutti questi fattori messi insieme.

Mercoledì 25 marzo 2026

Dialogo costruttivo

Avete ragione, è diventato un tutti contro tutti che non fa bene a nessuno: né ai gestori, né ai fornitori, né tantomeno ai consumatori. Così non se ne esce. Speriamo davvero che Venditalia possa essere un momento di ripartenza e di dialogo costruttivo tra avversari.

Il settore sta vivendo una fase in cui la competizione sta degenerando in contrapposizione. E quando succede, perdono tutti, soprattutto il cliente finale. Parlare di “dialogo tra avversari” è corretto, perché il vending è per sua natura competitivo. Ma è proprio lì che si misura la maturità di una filiera: riuscire a confrontarsi senza distruggere valore. Venditalia può essere uno snodo importante, perché è uno dei pochi momenti in cui tutta la filiera si ritrova nello stesso spazio. Da sola non basta, ma può essere l’occasione per rimettere al centro un confronto più equilibrato.

Il vending al contrario

Ma vogliamo parlare della nuova iniziativa di Selecta Italia? Più di 120 esuberi che dovranno trovarsi un altra sistemazione entro il 31-12-2026, con buonuscita al minimo sindacale. VENDITA di appalti per riempire le tasche, di certo il futuro sorridente non esiste più.

Non so più cosa pensare del nostro gruppo. Fanno il vending al contrario.

Io le strategie di far cassa a breve di Selecta Italia non le capisco proprio. Voi?

Più che strategie, queste sono operazioni che guardano al brevissimo periodo.
Il problema è che il vending non è un settore dove si può tagliare tutto senza conseguenze: il servizio non è un costo, è il prodotto. Se colpisci quello il conto da pagare arriva molto in fretta

Martedì 24 marzo 2026

Non sanno manco rubare

Non l'ho vista pubblicata da nessuna parte ma qui in città è successa una cosa assurda. Un ragazzo si è introdotto di notte nella scuola per rubare dai distributori. Solo che c'erano dentro i carabinieri per le elezioni e l'hanno beccato subito. Questa è la categoria di ladri che ci distruggono la vita. Disperati che non hanno niente da perdere e che non sanno manco rubare.

Non è una cosa assurda. In Lombardia nel 2023, in occasione delle elezioni regionali, si sono verificati diversi casi documentati tra Monza, Lodi e Brescia di tentati furti in scuole adibite a seggio, ovviamente presidiate dalle forze dell’ordine. Quindi non è un episodio isolato, anzi è una dinamica che si ripete quando chi entra non conosce il contesto. Sul fatto che i ladri nel vending siano degli sprovveduti, purtroppo non è così: in passato si sono viste anche bande organizzate. Però è vero che le postazioni non presidiate restano uno dei bersagli più frequenti per “cani sciolti” e ladri improvvisati.

25 tecnici

Mi spiegate la logica di mandare via i tecnici?? Ma come si fa a mandarne via 25 tutti insieme in Francia? Significa non capire nulla, ma proprio nulla del vending. Ci saranno tantissimi fermi macchina, ritardi negli interventi, clienti super incazzati. Insomma una decisione senza alcun senso.

Ancora fate questo tipo di domande? Non vi è ormai chiaro oltre ogni dubbio che non c’è alcuna logica vending nelle ultime decisioni del gruppo? Sono scelte puramente finanziarie di contenimento dei costi che ignorano completamente i fondamentali industriali. Il problema è che il servizio nel vending è fatto di tempi di intervento, continuità e presidio del territorio: togliere 25 tecnici significa indebolire esattamente questi elementi. Poco importa se quasi certamente si innescherà una spirale negativa che non solo non risolverà i problemi, ma li accentuerà.

Lunedì 23 marzo 2026

Non c'è più rispetto

Da un po' mi chiedo come abbiamo fatto a distruggere un settore così bello. Oggi basta che ci aumentino di due millesimi i bicchieri e andiamo subito in crisi. Il guadagno è sempre meno e ogni giorno si abbassa. Prima dell'euro passavamo il tempo a costruire un rapporto con i clienti e dentro la gestione ci conoscevamo tutti. Oggi la trattativa è solo sul prezzo e i dipendenti sono numeri che i manager manco conoscono. Prima c'era dialogo tra i gestori, oggi c'è quasi odio tra alcuni e non c'è più alcun rispetto. Sono pessimista io o la vedete anche voi così?

C’è troppa differenza tra il vending prima dell’euro e quello di oggi, non sono mondi confrontabili. Però hai ragione a cogliere lo smarrimento di alcuni valori, soprattutto nella gestione delle persone. Sul rispetto verso l’esterno dispiace, ma è anche comprensibile in una fase di margini compressi, dove la pressione economica alza inevitabilmente i toni. Diverso è quello che succede all’interno: la mancanza di rispetto tra le persone non è mai giustificabile e, oltre tutto, è una scelta miope anche dal punto di vista aziendale.

Fanno ridere

Ma vi chiedete perché Selecta fa i tagli? Ma davvero? Lo sapete che all’inizio di ogni riunione ci toccava ripetere tutti insieme il “credo” di Selecta e che, immancabilmente, si concludeva con: “crediamo nel mantenimento del 100% dei nostri clienti, nella crescita di quelli esistenti e nella conquista di nuovi”? Solo vuote parole che adesso, alla luce dei fatti, fanno davvero ridere... Per fortuna sono andato via.

Sul BELIEF SYSTEM RITUAL di Selecta ci siamo espressi più volte e nel merito. Peccato che quando eravate dentro l’azienda non ci ascoltaste affatto, anzi Fantavending era “quello che sparava grosse”. Alla luce dei fatti ci viene da piangere, non da ridere...

Venerdì 20 marzo 2026

Il cerino

Ma anche basta con questi aumenti. Facile, appena si riceve un aumento, scaricarlo sui gestori. Un po’ di fieno in cascina e magazzino dovrebbero averlo anche i produttori, e non farci pagare immediatamente ogni crisi del pianeta.

Mi diceva un collega che ha lavorato nelle stazioni carburante che la benzina che vendono viene da stoccaggi di circa 6 mesi prima, quindi pagata a quel prezzo. Mi sa che qui, appena c’è un aumento, lo riversano subito su di noi gestori.

Altri aumenti, ma è possibile che il cerino resti sempre in mano a noi?

Quando la materia prima sale, chi sta a monte tende a scaricare subito, mentre chi sta a valle spesso non riesce a farlo con la stessa velocità. Il punto è proprio questo: nel vending manca un anello, la capacità di trasferire questi aumenti ai consumatori in modo tempestivo. Finché non si interviene su prezzi e modelli contrattuali, il cerino continuerà a passare di mano e, quasi sempre, resterà all’ultimo della catena, i gestori.

Furti in Sardegna

Ragazzi qui in filiale in Sardegna siamo arrivati a 80 furti negli ultimi anni! Siamo finiti pure sulla stampa locale e si parla di continuità aziendale a rischio. Ma come è possibile essere ostaggi di un delinquente?

Si abbiamo letto le dichiarazioni alla stampa del vostro capo filiale (CLICCA QUI) dopo l'ultimo furto con vandalismo. La cosa che lascia più l'amaro in bocca e che sembra proprio che gran parte dei furti siano attribuibili ad una singola persona già nota alle forze dell'ordine e nonostante questo gli episodi continuano mettendo peprsino a rischio la continuità aziendale...

Giovedì 19 marzo 2026

Non ne rimarrà più nessuno

Il tono con cui descrivete la digitalizzazione del settore (quasi come se nessuno si fosse adeguato) è lo stesso di quando si diceva: eeh vedrai adesso che arrivano i fondi d investimento... non ne rimarrà più nessunoooo! Secondo voi chi è riuscito a tenere botta con crisi 2010/2014, tracciabilità corrispettivi, iva 10, fattura elettronica, COVID, ora sparisce perché non ha la macchina interconnessa?

Ma quale macchina interconnessa, io torno al pulsante, alla moneta e al caffè liofilizzato e amen!!

Ci piacerebbe tanto che aveste ragione voi. Ma purtroppo il contesto è cambiato: siamo dentro una fase economica recessiva completamente diversa rispetto al passato, con un calo dei volumi, una compressione dei margini, la difficoltà a trasferire i costi e un cambiamento nei comportamenti di consumo. I primi tre fattori li subiamo, sul quarto possiamo lavorarci. Ma per farlo non si può improvvisare: servono i dati dalle macchine.


Mercoledì 18 marzo 2026

Come i negozi di vicinato

Sono d'accordo con voi abbiamo fatto un errore a non alzare i prezzi di 10 centesimi quando si poteva farlo per via del raddoppio del caffè. Adesso se un collega è con il culo per terra solo per l'aumento della benzina, abbiamo detto tutto. Vedo molto male i prossimi anni, qui spariamo tutti come i negozi di vicinato.

Capiamo la preoccupazione, ma parlare di “sparire tutti” è una lettura un po’ troppo estrema. E' vero, l’errore sugli aumenti c’è stato e oggi si paga. Ma il vending non è il negozio di vicinato: ha dinamiche diverse, contratti, volumi e modelli industriali che, se gestiti bene, tengono. Il punto è un altro. Chi ha struttura, controllo dei costi e soprattutto il coraggio di rimettere mano ai prezzi continuerà a lavorare. Chi invece resta fermo, sperando che il mercato torni quello di prima, rischia di trovarsi davvero in difficoltà. Più che una crisi generalizzata, sembra una fase di selezione. Ed è già iniziata.

Trattativa bloccata

Ciao Fantavending, stamattina nessuna news qui in sede, ma l'impressione di tutti è che la trattativa sulla vertenza Selecta si sia bloccata. Voi confermate?

Al momento non risultano novità sostanziali, ma condividiamo la sensazione che la trattativa sia ferma. Il nodo è che le posizioni restano distanti: la politica parla di emergenza occupazionale, i sindacati insistono su una trattativa poco chiara, mentre l’azienda continua a muoversi nella logica di una riorganizzazione. Tre letture diverse della stessa vicenda, e finché non si avvicinano è difficile immaginare uno sblocco. Più che una trattativa, in questa fase sembra un confronto tra posizioni che non riescono ancora a parlarsi davvero.

Martedì 17 marzo 2026

La strategia dell'azienda

Buongiorno Fantavending ma qui si continua a consumare ore di ferie durante le giornate lavorative con un capoarea che difende l'azienda e dice che la colpa è solo dei sindacati che hanno bloccato i licenziamenti anche se l'azienda aveva trovato tutti i candidati a uscire con buonuscita in forma reciproca.

INCREDIBILE qui da noi il capo difende l'azienda e dice che è colpa dei sindacati. Poi magari fanno fuori anche lui e si scatena come tanti altri prima di lui proprio su Fantavending a parlar male da ex.

Io non ci capisco niente. Ma qual è la startegia dell'azienda? contratti di solidarietà o licenziamenti?

In realtà la strategia dell’azienda su questo punto era stata spiegata abbastanza chiaramente qualche settimana fa dall’amministratore delegato Christian Benkys, che ha parlato apertamente di una fase di ristrutturazione e di trasformazione del modello di business del gruppo. Quindi il fatto che si stia intervenendo sull’organizzazione non dovrebbe sorprendere più di tanto. Quello che semmai colpisce, leggendo le notizie che stanno emergendo in questi giorni, è che la riorganizzazione sembri concentrarsi in modo così massiccio proprio su una singola sede, quella di San Donato. Questo fa pensare ad una razionalizzazione o centralizzazione di alcune funzioni ed è probabilmente anche per questo che la trattativa è così delicata, perché rappresenta un cambiamento importante nell’organizzazione aziendale, non solo una procedura di licenziamento collettivo.

Gasolio sopra i 2 euro

Fantavending ma con il gasolio che supera i 2 euro dobbiamo tutti aumentare i prezzi, altrimenti andiamo in perdita. Ma avete idea di quanto incide il carburante in una gestione??

Il costo per carburante e gestione automezzi per una gestione vending incide mediamente tra il 3 e il 4% del fatturato aziendale. Quindi è una voce importante. Però siamo sempre alle solite: quando il caffè è più che raddoppiato bisognava avere il coraggio di fare aumenti corretti, non di pochi centesimi. Oggi siamo di nuovo al punto di partenza. Con marginalità così basse basta una variazione dei costi, che sia il gasolio o qualunque altra voce, per mettere in difficoltà tutta la gestione.

Lunedì 16 marzo 2026

Niente pasti gratis

Buonasera, mi permetto di suggerire ai vari lavoratori che reputano il Sindacato un centro servizi da interpellare a bisogno, di capire che il Sindacato è militanza, sacrificio e unità fra lavoratori. Le sigle non servono, serve una coscienza sindacale. Facile poi criticare quando non si è mai partecipato ad un’assemblea, ad uno sciopero e poi piangere quando ci sono le procedure di licenziamento collettive. È troppo tardi amici cari, pasti gratis non ne esistono…

E' vero, il sindacato nasce storicamente dalla partecipazione, dalla militanza e dall’unità tra lavoratori. Senza queste cose molte battaglie non sarebbero mai state vinte.
Detto questo però bisogna anche mettersi nei panni di chi si iscrive a un sindacato proprio perché cerca una tutela. Non tutti hanno la stessa attitudine alla militanza, non tutti partecipano alle assemblee o agli scioperi, ma l’iscrizione rappresenta comunque una forma di fiducia e di delega. È quindi comprensibile che, quando arrivano momenti difficili come una procedura di licenziamento collettivo, anche chi non ha partecipato attivamente alla vita sindacale si aspetti comunque di essere difeso. Altrimenti il rischio è che l’iscritto non militante finisca per essere percepito allo stesso modo di chi non è iscritto affatto, e questo toglierebbe senso all’idea stessa di iscrizione.

Sicurezza informatica

Non capisco perché nessuno ne voglia parlare in azienda, ma la settimana scorsa una ragazza dell'amministrazione ha aperto un PDF con una richiesta urgente di rimborso da parte di un cliente storico (mail falsa) e tutti i computer, i server e anche i backup si sono bloccati.
È arrivata una richiesta di riscatto vera e propria, ma i titolari non hanno pagato. Sono arrivati due esperti, ma non hanno risolto e noi siamo con il culo per terra da giorni, senza avere alcuna traccia del recente passato e del presente. Ma qui in azienda l’unica cosa che ci dicono è di non dire niente a nessuno, di stare zitti e di far finta che tutto stia andando come prima. Ma i clienti non capiscono perché non abbiamo risposte, ci arriva la merce e non sappiamo se l’abbiamo ordinata così, se ne è prevista altra nel mese e cose così. E poi se tutti stanno zitti il problema non viene mai fuori nel settore. O mi sbaglio?


Non hai idea di quante aziende del settore, anche importanti, siano state colpite allo stesso modo. Anzi fai prima ad elencare quelle che non hanno ricevuto nessun attacco informatico.
Però vige sempre la regola del silenzio e nessuno mai ne parla all’esterno. Capiamo la necessità di non mostrare punti di debolezza, ma così effettivamente l’intero settore non comprende quanto sia frequente e grave la violazione dei propri computer. Grazie della segnalazione!

Venerdì 13 marzo 2026

Vertenza Selecta, secondo round il 16 marzo

Lo sapete vero che dalle otto di stasera inizieremo a scrollare Fantavending per vedere se ci sono novità sulla vertenza Selecta, quindi non fatevi aspettare e diteci subito la verità!!

Ecco le ultime news. Secondo quanto emerso durante l’incontro in Regione Lombardia, il piano coinvolgerebbe complessivamente 58 lavoratori a livello nazionale, di cui 40 nella sede di San Donato Milanese. Una situazione che ha spinto diversi consiglieri regionali a chiedere chiarimenti all’azienda sulle motivazioni della riorganizzazione e sulle prospettive occupazionali.
Durante il confronto sarebbe stata illustrata anche l’ipotesi avanzata dall’azienda per gestire gli esuberi: contratto di solidarietà per 27 dipendenti e licenziamento non oppositivo con incentivo economico per gli altri lavoratori coinvolti. Una proposta che i sindacati hanno contestato, chiedendo invece il ricorso agli ammortizzatori sociali per tutti i dipendenti interessati dalla ristrutturazione.
La vertenza resta quindi aperta. Il confronto tra azienda e parti sociali proseguirà nei prossimi giorni e una nuova tappa della trattativa è già stata fissata per il 16 marzo, quando si cercherà di capire se esistono margini per una soluzione condivisa.

27 marzo

Il 27 marzo c'è lo sciopero nelle scuole e nei servizi pubblici, forse sarebbe il caso che per una volta anche i sindacati del vending si facciano sentire, visti i licenziamenti a pioggia in moltissime aziende, non solo nel nostro gruppo

Buonasera, mi permetto di suggerire ai sindacati di Selecta, che di sicuro leggono Fantavending, di sfruttare la giornata del 27 marzo, giorno di sciopero generale, per azioni di protesta coordinate o presidi sotto le sedi istituzionali.

Ma scusate, sta arrivando lo sciopero del 27 marzo, non possiamo bloccare tutto il vending per una volta e farci sentire davvero?

L’idea di “bloccare tutto il vending” per far sentire la voce del settore può sembrare semplice, ma nella realtà è molto più complicato. La distribuzione automatica è un comparto estremamente frammentato, composto da centinaia di aziende di dimensioni molto diverse tra loro e con organizzazioni del lavoro differenti.
Anche per questo motivo, nella storia del vending italiano non si è mai visto uno sciopero generale dell’intero settore. Coordinare un’iniziativa di quel tipo sarebbe molto complesso, proprio per la struttura stessa del comparto.
Tra l’altro il 27 marzo è prevista anche una giornata di sciopero dei giornalisti. Noi però non daremo il buon esempio e saremo regolarmente online.

Giovedì 12 marzo 2026

Disperazione elettrica

Meno male che c'è qualcuno come voi che critica i furgoni elettrici. La peggior cosa che sia capitata alla mia azienda in questi anni. Ho aspettato più di 9 mesi per averne uno di quelli piccoli. L'area di carico è ridicola, non ci sta niente anche se a me serve solo per entrare nel centro storico dove ho pochi clienti e poca roba da trasportare, ma non basta uguale. E poi l'autonomia è bassa, una volta per un urgenza l'ho usato a fine turno per coprire un cliente che sta a una cinquantina di chilometri e a momenti non arrivavo in magazzino dove ho istallato la ricarica notturna. Insomma una roba costosa, inefficiente e inutile.

Quello che racconti purtroppo lo stiamo sentendo dire da diversi operatori. Quando i furgoni elettrici vengono presentati nei convegni o nelle campagne pubblicitarie sembrano la soluzione perfetta. Poi però arrivano nella vita reale delle aziende e iniziano i problemi: tempi di consegna lunghi, autonomia limitata, spazio di carico ridotto e ricariche che costano sempre di più. Quando certe scelte vengono imposte o spinte con grande entusiasmo da chi non deve poi farci le consegne tutti i giorni, a pagare sono le aziende, tra costi, inefficienze e problemi operativi. Poi non stupiamoci se l’entusiasmo per la transizione green svanisce in fretta.

Info Selecta Lombardia

Speriamo che venerdì ci diate notizie sul caso selecta perché se aspettiamo un comunicato sindacale...

Grazie mille per l'info sulla vertenza Selecta in Regione. Ma siamo punto e a capo. Pensate che qualcuno ci dica poi cosa succede? Vedrete che venerdì nessuno saprà niente.

Se penso che domani in regione Lombardia si decide il destino di 40 famiglie... E sino all'ultimo i capetti a dirci di stare tranquilli...

Proviamo ad aggiungere qualche elemento in più rispetto alla notizia che abbiamo pubblicato oggi in area NEWS. Quando si svolgono audizioni di questo tipo in Commissione regionale, le informazioni non arrivano quasi mai tutte insieme. Di solito il primo segnale pubblico sono le dichiarazioni dei consiglieri regionali che hanno partecipato alla seduta. Spesso vengono pubblicate già nelle ore successive all’incontro, attraverso comunicati stampa o sui canali social. Un secondo passaggio riguarda invece i materiali istituzionali del Consiglio regionale. Può uscire un breve resoconto della seduta oppure una sintesi dei lavori della Commissione. Questo però raramente è immediato e può arrivare anche dopo qualche giorno.
Se guardiamo a vertenze aziendali simili seguite negli ultimi anni in Lombardia, lo schema è più o meno questo: le prime dichiarazioni possono arrivare già nelle prossime ore, un resoconto più istituzionale entro qualche giorno, mentre eventuali sviluppi politici o nuovi passaggi istituzionali richiedono normalmente tempi più lunghi.
Per questo motivo bisogna aspettare un po' per capire cosa emergerà davvero da questa audizione.

Mercoledì 11 marzo 2026

Vertenza Selecta

Chiedo a voi magari riuscite ad avere più notizie di noi dipendenti, visto la vertenza in atto in Selecta, si Sto arrivando! qualcosa degli incontri che ci sono stati coi sindacati??? possibile che non ci sia un'assemblea sincdacale per informare i lavoratori della situazione e delle scelte che i sindacati hanno deciso di intraprendere??' Possibile che noi siamo all'oscuro di tutto e che chi Sto arrivando! chi prenda decisioni a nome nostro?? Sembra una ditta di omertosi tutto tace. ti obbligano a fare ferie con lo stesso carico di lavoro ma è possibile che nessuno dica niente?? Vogliamo i nomi di questi fantomatici sindacalisti, forse a loro stato assicurato il posto oppure è stata allunganta una mazzetta per tacere, sono accuse pesanti ma cosa pensare se in momenti cosi difficili con una procedura di licenziamento collettivo in atto nessuno si fa sentire.

Ma sulla vertenza Selecta volete dirci qualcosa??

Ciao Fantavending, c'è qualche anticipazione su Selecta. Cosa stanno facendo i sindacati???

Capisco bene il nervosismo e la preoccupazione che stanno emergendo in questi giorni tra molti lavoratori Selecta. Quando si apre una procedura di licenziamento collettivo è normale che ci sia grande bisogno di informazioni chiare e aggiornate. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali pubbliche sugli ultimi incontri tra azienda e organizzazioni sindacali. Come spesso accade in queste fasi, una parte del confronto avviene nei tavoli istituzionali e non sempre le informazioni arrivano immediatamente a tutti i lavoratori.
Quello che possiamo dirvi è che la vicenda è arrivata anche sul piano istituzionale. Giovedì 12 marzo alle ore 10:45 è infatti prevista in Regione Lombardia un’audizione dedicata proprio alla situazione di Selecta Italia, alla presenza della proprietà, dei sindacati (Filcams CGIL Milano, Fisascat CISL Milano e RSA CISL) e dei rappresentanti dei Comuni coinvolti. Questo significa che la vertenza è ormai sotto osservazione anche da parte delle istituzioni regionali.
È probabile che da quell’incontro possano emergere elementi più chiari sul percorso della trattativa e sulle posizioni delle diverse parti.


Ricarica furgone elettrico

Un collega oggi mi ha detto che se il gasolio continua a salire e resta per un po’ sopra i 2 euro fa prima a chiudere o a passare all’elettrico. Povero illuso. Ma avete presente quanto è arrivato a costare un pieno con un furgone elettrico? Io ne ho uno grande con cui faccio le consegne ai clienti del centro. Quando l’ho preso spendevo 70 euro, oggi ne spendo più di 100. Altro che risparmio.

Purtroppo i furgoni elettrici stanno mostrando anche diverse criticità operative. Lunghe attese per la consegna dei mezzi, minor spazio interno per il trasporto a causa delle batterie, problemi di autonomia nelle giornate di lavoro più intense e, come racconti tu, costi della ricarica che negli ultimi anni sono aumentati in modo significativo. Con buona pace di chi pensava che il passaggio all’elettrico fosse automaticamente sinonimo di risparmio.

Martedì 10 marzo 2026

Ci dobbiamo preoccupare?

Fantavending ma avete fatto incazzare pure Confindustria? Ma così per curiosità siete sereni quando attraversate la strada? Perché incominciate a stare sulle balle a troppi. Ma ci dobbiamo preoccupare o è tutto a posto?

Quella di ricevere e pubblicare punti di vista differenti è uno dei pilastri della nostra linea editoriale. Dopo esserci documentati, esprimiamo il nostro parere su molte questioni di attualità nel vending, ma siamo sempre aperti al confronto, anzi ne siamo contenti.
Accettiamo quindi senza alcun problema opinioni diverse dalle nostre. Siamo anche consapevoli che alcune scelte lessicali, che fanno parte dello stile editoriale di Fantavending, possano talvolta creare qualche malumore. L’importante è che il confronto resti corretto e basato sui fatti.
Semmai la nostra vera preoccupazione è un’altra: quando i temi riguardano interessi economici rilevanti, spesso pochissime testate sono disposte a uscire dal mainstream e ad assumere posizioni meno comode. Noi pensiamo invece che la ricchezza di Fantavending stia proprio qui: cercare di raccontare i fatti anche quando non è la strada più conveniente. In questi anni alcune scelte editoriali ci sono anche costate molto, ma restiamo convinti che sia l’unico modo per costruire nel tempo una testata davvero autorevole. E questa è una ricchezza per tutto il settore, non solo per chi si ritrova nelle nostre posizioni.


Cambio sistema remunerazione agenti

Ciao Fanta, il mercato (vending) è cambiato sotto ogni punto di vista, mercato sempre più competitivo, instabilità economica e palcoscenico internazionale che va letteralmente a fuoco!
nell'azienda per cui lavoro (sono agente commerciale) hanno modificato il sistema provvigionale da fee % su fatturato ad un mix di fee % su fatturato ma correlato alla marginalità della vendita... notizia chiaramente destabilizzante, cosa ne pensate?

Per anni, nel vending il sistema provvigionale è stato legato quasi esclusivamente al fatturato. Era semplice da calcolare e dava al venditore un obiettivo chiaro: vendere il più possibile.
Negli ultimi anni però molte aziende stanno cambiando approccio. Vendere tanto non basta più se le vendite non generano anche un margine adeguato. È per questo che sempre più realtà stanno introducendo modelli provvigionali legati, in tutto o in parte, alla marginalità.
Detto questo, tutto dipende da come è costruito il sistema. La vera differenza la fanno gli equilibri: margini realistici, regole chiare e strumenti commerciali che permettano davvero di lavorare su quel margine. Altrimenti si rischia di chiedere al venditore qualcosa che diventa molto difficile da ottenere.

Lunedì 9 marzo 2026

Litigata storica

Oggi litigata storica con un mio cliente che ha deciso di far fare lo smart working il venerdì a tutto l'ufficio. Gli ho chiesto di togliere il ristorno, perché già così la macchina che gli ho messo è fuori scala per le sue battute, ma con il 20% in meno dei consumi o gli cambio la macchina oppure mi riconosce il taglio del contributo. Ma non c'è stato niente da fare, per lui un po' di smart working il venerdì cosa vuoi che sia per i consumi... Quasi quasi lo mollo e arrivederci.

Se a loro crollassero gli incassi del 20% probabilmente salterebbe qualche testa, invece non capiscono che per un gestore un giorno lavorativo su 5 è esattamente il 20% di calo nei consumi attesi. Purtroppo quando decidete quale distributore mettere in una locazione ci deve essere un po’ di margine, perché se siete già al limite basta poco per andare in perdita. Sul ristorno a un privato con una sola macchina sorvoliamo, ma non dovrebbe proprio esserci...

Costo bollette

No ragazzi voi non potete capire quanto incide ad un negozio H24 la corrente!! Io sono andato quasi a gambe all'aria durante la crisi Russia/Ucraina, quando l'energia ha più che raddoppiato, prendevo delle sberle di bollette che mi facevano perdere tutto il guadagno. Quell'anno ho lavorato quasi gratis

Ti capiamo benissimo. Chi non ha vissuto sulla propria pelle la stagione delle bollette post Russia/Ucraina fa fatica a rendersi conto di quanto possa incidere l’energia su un H24. Molti pensano che un negozio, una volta aperto, lavori “da solo”, ma la realtà è diversa: luci accese 24 ore su 24, distributori sempre in funzione, sistemi di pagamento, videosorveglianza, climatizzazione. Quando il costo dell’energia raddoppia, il margine sparisce in un attimo.
In quel periodo diversi operatori ci hanno raccontato la stessa cosa che dici tu: lavorare praticamente per pagare le bollette. È stato uno degli shock più forti che il settore abbia vissuto negli ultimi anni e ha costretto molti gestori a rivedere prezzi, consumi e modelli di gestione. Incrociamo le dita che una stagione del genere non si ripeta.

Venerdì 6 marzo 2026

Fila alle pompe

Ciao Fantavending, stamattina ore 7:20 sono andato a fare il pieno al furgone al distributore del mio paese e c'era una fila infinita di macchine. Hanno bloccato il traffico e c'erano i vigili che cercavano di convincere la gente a spostarsi... Tutti con la paura di beccarsi 20-30 centesimi di aumenti nei prossimi giorni...

E adesso dove vado a fare il diesel ai prezzi che mi obbliga a cercare il mio gruppo?? Sono mediamente già più alti di 10 centesimi di quello che vorrebbero loro.

Sul prezzo del diesel e della benzina non siamo ottimisti, la speculazione si farà sentire in tempi molto brevi. Sulle file alle pompe invece si tratta solo di un momento passeggero che purtroppo accade sempre nei primi giorni di una crisi. Un po' come gli accaparramenti nei supermercati, che si sono quasi sempre dimostrati inutili.

Retroattiva

Mi potete aiutare? Ho urgenza di comprare tre macchine nuove, ma voglio aspettare l'iperammortamento, altrimenti non ci sto dentro. Si sa qualcosa sulla data in cui diventerà ufficiale? Se non lo sapete voi...

Purtroppo nessuno può sapere la data precisa. Speriamo sia prima possibile, ma comunque la norma sarà retroattiva. Questo significa che, se le compri domani, anche se il decreto attuativo dell'iperammortamento arrivasse tra due mesi, potresti comunque applicarlo agli acquisti fatti nel 2026.

Giovedì 5 marzo 2026

Il ritorno del Ragno

Ma non dite niente del grande ritorno del Ragno? Era uscito dai radar dopo la sua uscita dalla Bianchi, mentre adesso mi hanno detto che lavoro per un noto torrefattore. Un avatar storico che gira e rigira torna a casa!

Hai ragione, non abbiamo commentato il ritorno di Fabio Felisi, oggi amministratore delegato di Segafredo, che qualche anno fa, quando era in Bianchi Vending, si era guadagnato sul campo l’avatar di Fantavending: il Ragno.
Parlare però di “ritorno” non è del tutto corretto. Nel vending italiano il peso di Segafredo è oggettivamente marginale rispetto ai principali player del canale. Per questo è inesatto presentare la sua attuale posizione come un rientro .
Dalle sue recenti dichiarazioni emerge comunque una cifra che gli riconosciamo da sempre: la voglia di andare controcorrente. Ha affermato che l’EUDR deve far crescere l’intera filiera europea, mentre molti operatori la considerano soprattutto una norma restrittiva. che impone tracciabilità puntuale, geolocalizzazione delle parcelle agricole, due diligence rafforzata e responsabilità documentale lungo tutta la catena di fornitura. Per un torrefattore significa costi aggiuntivi, maggiore complessità amministrativa, sistemi informatici adeguati e un controllo molto più stringente sui fornitori.

Hotel a Rimini

Abbiamo prenotato l’albergo a Rimini per Venditalia e abbiamo speso 79 euro a persona per notte. Per curiosità sono andato a vedere l’albergo dove andavamo sempre a Milano negli anni scorsi e sta già a 166 euro nello stesso periodo. Stesse stelle dell’hotel di Rimini, ma lì c’è il mare. Noi siamo solo in otto allo stand, ma abbiamo risparmiato più di 2.000 euro solo di albergo.

Confermiamo. Anche noi di Fantavending, pur essendo la metà di voi, risparmiamo parecchio sull’albergo e siamo convinti che anche i ristoranti saranno più accessibili, considerando che a Milano i prezzi sono particolarmente elevati. Al di là dell’ospitalità, lo spostamento della fiera a Rimini è avvenuto per diverse ragioni strategiche del tutto condivisibili, ma è evidente che anche il costo di alberghi e ristoranti per molti espositori peserà parecchio nei conti finali.

Mercoledì 4 marzo 2026

Guerra in Iran

Ciao chiedo per un amico, ma non è che adesso con la guerra in Iran ripartono gli aumenti senza freni su caffè, latte, zucchero e cacao, anche se le coltivazioni non sono minimamente colpite dal conflitto?

Hai ragione, le coltivazioni di caffè, cacao, zucchero o la produzione di latte non sono geograficamente coinvolte nel conflitto. Quindi non c’è un problema diretto di offerta agricola. Quello che però si sta muovendo è la parte finanziaria. il conflitto in Medio Oriente ha spinto al rialzo i mercati e, ad esempio, a Londra le quotazioni del caffè si sono impennate . Non per un danno alle piantagioni, ma per effetto di tensioni geopolitiche che aumentano la volatilità, rafforzano il dollaro e alimentano acquisti speculativi sulle commodity...

Interessa meno

Circa il vostro articolo “Mutazione drastica” posso essere d’accordo sia con chi lo scrive sia con i commenti che fate voi. Comunque, una quindicina di giorni fa ho avuto la possibilità di parlare con una persona che da sempre considero ben informata e attenta, sia al nostro settore sia a quello del mondo del caffè. Questa persona mi ha detto, molto semplicemente, che il problema della gestione, dopo essere stato discusso e ridiscusso in tutti i suoi meandri, forse nasce anche dalla scarsa volontà del gestore di cercare soluzioni nuove. Poca volontà o incapacità? Parlando con lui mi sono però reso conto di un’altra cosa: l’attenzione di quelle persone che io considero davvero capaci oggi è relativa, perché si è spostata su ambiti ritenuti più interessanti. Ecco, diciamola così: oggi il vending, alle persone capaci, interessa meno, o forse non interessa più.

Non siamo d’accordo con te. Forse il vending “tradizionale” interessa meno, ma sui nuovi sviluppi del settore, telemetria, intelligenza artificiale, filtri, cybersecurity, nuove gamme di offerta, servizi associati, sostenibilità avanzata e molto altro, c’è tanta gente capace che sta mettendo testa, competenze e interesse. Quindi il punto è un altro, non è il vending a non interessare più, è un certo modo di fare vending che non attira più le energie migliori.

Martedì 3 marzo 2026

Farsi male da solo

Io tutte queste polemiche sui ricorsi sui prodotti CAM non le capisco davvero. Il problema è sempre lo stesso, prezzi bassi e ristorni altissimi. Andate a vedere quelli, prima delle piccole dispute sui CAM. Quando chi è dentro offre molto meno di chi non conosce i numeri, è un appalto in perdita, senza nessuna eccezione. Possibile che questo settore non capisce mai di smetterla di farsi male da solo?

Capiamo la tua osservazione, ma devi ammettere che su questo sito abbiamo parlato di prezzi bassi e ristorni alti fino allo sfinimento, mettendo sul banco degli imputati tantissime volte gli appalti in perdita, uno dei mali sistemici del nostro settore. Questa volta abbiamo parlato dei CAM soprattutto perché è uscito un articolo di giornale che è girato molto nel settore e che ha generato diversi commenti (anche particolarmente accessi). Quindi era doveroso coprire la notizia.

L'unica verità

Sui contratti vending non avete detto l'unica verità che conta. Non esistono contratti capestro, tutti possono essere disdetti in poco tempo, basta essere determinati, sono i clienti che non vogliono avere rotture di scatole per questioni legali e decidono di lasciar stare anche quando sono davvero scontenti. Se loro vogliono cambiare il servizio, ma non si impegnano per nulla a farlo, non ci sono speranze.

Hai ragione, molti clienti, pur scontenti, non vogliono affrontare tensioni, lettere di avvocati o possibili disservizi nel passaggio da un gestore all’altro e tendono a lasciar perdere. Così come esistono clienti che al primo problema minacciano di mettere le macchine fuori dall’azienda, senza preoccuparsi troppo di ciò che è scritto nel contratto.
Il punto è proprio questo: le situazioni sono molto diverse tra loro. Concordiamo che il tema esista, ma ridurlo all’“unica verità” ci sembra eccessivo...

Lunedì 2 marzo 2026

La ruota gira

Vedere quel cartello dell'immobiliare fuori dalla storica filiale di Mantova mi ha messo una tristezza infinita. Anche se sono uscito dal Gruppo da anni, ho ancora bei ricordi. Che brutta fine...

La ruota gira, e tante scelte sbagliate anche…. rimanete piccoli, sudate i vostri guadagni, non regalate soldi per le gare d’appalto capestri, trattate bene i dipendenti e andrete avanti anche se con fatica. Di queste realtà me ne aspetto ancora altre.

Per fortuna che Scaltriti non vede tutto questo.

La filiale di Mantova è stata a lungo uno dei gioielli della corona, il luogo dove si faceva la formazione, con l’Argenta Academy, ma non ha avuto una storia fortunata, dall’inaspettata chiusura del 2020 alla successiva riapertura, peraltro solo parziale.
Quel cartello dell’immobiliare ha colpito molti, non solo chi in quella sede ha lavorato o è cresciuto professionalmente. Sono arrivati tantissimi messaggi e in quasi tutti prevale la tristezza, più che la rabbia. Probabilmente siamo oltre il rancore che aveva caratterizzato alcune discussioni negli anni passati.
La ruota gira, è vero, e le scelte si pagano, nel bene e nel male. Il nostro settore è pieno di imprenditori che hanno costruito aziende sane restando con i piedi per terra, sudando i risultati e trattando con rispetto collaboratori e clienti. Non è una strada facile, ma è l’unica che nel lungo periodo garantisce continuità.
Quando chiude una realtà storica non è mai una buona notizia per nessuno, neppure per i concorrenti. Significa che un pezzo di storia del vending cambia forma o scompare. E questo, al di là delle opinioni personali, resta un fatto che merita rispetto.


Mutazione drastica

Ma davvero non riuscite a comprendere che il comparto difficilmente riprenderà!!!!! I consumi degli italiani sono cambiati, gli stipendi fermi da anni e la perdita del potere d'acquisto difficilmente potrà tornare quello di un tempo, le persone tagliano su tutto il superfluo, il Vending è destinato ad una mutazione drastica, chi prima lo capisce

La situazione in realtà non è così drastica come la dipingi tu. Il calo dei consumi nel comparto alimentare del fuori casa è sostanzialmente stabile, nonostante la crisi. Il vending paga la diminuzione dei momenti di consumo, tra cassa integrazione e smart working, e questo non è colpa sua. Paga però anche la difficoltà a modificare gamma di offerta e livello di servizio, e qui invece la responsabilità è nostra. La mutazione di cui parli dovrebbe andare proprio in questa direzione: intercettare i nuovi trend di consumo e trasformarli in opportunità concrete.

VAI ALLE RISPOSTE DI FEBBRAIO 2026

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