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Fantavending - News e gossip dal mondo della distribuzione automatica
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Lunedì 18 maggio 2026 |
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Monete false da 2 euro: l’allarme arriva dai cambia-monete
Una maxi operazione dei Carabinieri ha portato alla scoperta in Toscana di due zecche clandestine specializzate nella produzione di monete false da 2 euro, progettate anche per superare i controlli elettronici dei cambia-monete. L’indagine, coordinata dalla Procura Europea, ha interessato in particolare le province di Prato e Pistoia e ha fatto emergere un sistema di contraffazione definito dagli investigatori particolarmente sofisticato.
Le indagini erano partite nel novembre 2025 dopo il ritrovamento di quasi 20.000 monete false all’interno dei cambia-monete di sale slot e video lottery della provincia di Prato. Secondo gli investigatori, il meccanismo prevedeva l’inserimento delle monete contraffatte nei sistemi automatici per ottenere in cambio banconote autentiche.
Gli accertamenti effettuati dalla Zecca di Stato hanno evidenziato una qualità della contraffazione molto elevata. Le monete riproducevano infatti peso, dimensioni e caratteristiche magnetiche degli euro originali, elementi fondamentali per superare i controlli automatici dei dispositivi elettronici.
Nel corso dell’operazione sono state individuate due fabbriche clandestine, una nell’area di Quarrata e una a Prato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i materiali necessari alla produzione sarebbero arrivati dalla Cina passando attraverso hub logistici in Germania e Belgio. Complessivamente sarebbe stata sequestrata oltre una tonnellata di materiale destinato alla realizzazione delle monete false.
Per il settore vending la vicenda rappresenta un segnale da non sottovalutare. Quando una moneta contraffatta riesce a superare i controlli elettronici dei sistemi automatici, il danno non riguarda soltanto il valore del contante falso
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TUTTOFOOD cresce ancora: 123mila ingressi e forte presenza estera
TUTTOFOOD 2026 chiude con numeri in crescita e conferma il buon momento della manifestazione milanese dedicata all’agroalimentare. Secondo gli organizzatori, l’edizione appena conclusa ha registrato 123mila presenze complessive, di cui 27mila internazionali, con un incremento del 30% rispetto al 2025.
La fiera ha occupato 10 padiglioni per oltre 82mila metri quadrati espositivi netti e ha ospitato circa 5.000 brand, con una quota estera attorno al 30%. Importante anche il lavoro sul fronte buyer, con circa 4.000 operatori internazionali presenti in fiera.
Al di là dei numeri, il dato più interessante è probabilmente il consolidamento del nuovo assetto organizzativo nato dalla collaborazione tra Fiere di Parma e Fiera Milano, con il supporto internazionale di Koelnmesse. Un modello che punta a rafforzare ulteriormente il ruolo di Milano come hub fieristico del food europeo.
Nel comunicato finale gli organizzatori collegano la crescita della manifestazione anche al buon andamento dell’export agroalimentare italiano. Nel 2025 le esportazioni food hanno raggiunto 72,4 miliardi di euro, mentre il fatturato dell’industria alimentare italiana ha superato i 204 miliardi.
Chiusa la manifestazione, resta ora da capire se questa crescita sarà strutturale anche nelle prossime edizioni oppure se parte dei numeri record registrati quest’anno sia legata soprattutto all’effetto novità del nuovo corso organizzativo.
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