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Mercoledì 21 Gennaio 2026

Il magico mondo di Venkie. Addio al contante entro tre anni

Venkie Shantaram, CEO di Selecta dall’ottobre 2025, continua a far discutere la community di Fantavending con una serie di dichiarazioni che definire divisive è poco. Tanto che, vista la reazione dei lettori, abbiamo deciso di dedicargli non solo il post di apertura di ieri, ma anche quello di oggi e quello di domani. Una piccola rubrica non programmata, ma inevitabile.

Dopo l’autogol sui prezzi del vending, il capo del colosso svizzero ha infatti dichiarato che entro tre anni in tutti i distributori Selecta, anche in Italia, Francia e Spagna, non sarà più possibile pagare con le monete. Stop totale al contante, solo cashless. Le motivazioni addotte sono note: la gestione della moneta costa e il cashless permetterebbe di ridurre furti e vandalismi.

Una decisione che ha senso solo nel magico mondo di Venkie, non certo in quello reale. Viene spontaneo chiedersi se si sia mai domandato perché nessuno dei suoi concorrenti in Italia abbia preso una decisione simile. Lui è nel vending da pochi mesi, mentre generazioni di gestori che affrontano il mercato da sessant’anni non si sono mai sognate di adottare una scelta così radicale. O hanno sbagliato tutti per decenni, o forse il problema è un altro.

Gli esperimenti di distributori 100% cashless in Italia non sono molti, ma quasi tutti raccontano la stessa storia: cali di fatturato nell’ordine del 30%. I motivi sono evidenti. Una larga fetta della popolazione, soprattutto di una certa età, non si approccia al distributore con app e carte. O non le ha, o non le usa, o semplicemente non le vuole usare in quel contesto. Chiunque decida di eliminare il contante su tutta la propria rete deve mettere in conto, nel breve periodo, una perdita secca di un terzo delle vendite.

Anche sul tema dei costi della moneta, Shantaram sembra guardare il problema da un’angolazione parziale. Oggi, tra commissioni, canoni, costi dei sistemi e infrastrutture, il cashless può avere un impatto economico persino superiore alla gestione del contante. Basterebbe fare due conti in casa per accorgersene. Sui furti e sul vandalismo, invece, il punto è corretto, ma la percentuale media di danno al fatturato non giustifica, allo stato attuale, l’abbandono della moneta a fronte di un calo certo e immediato delle vendite.

Che il cashless sia il futuro è fuori discussione. Ma le motivazioni sono altre. Serve per gestire i dati, per ottimizzare i processi, per migliorare l’efficienza operativa. La strada sarà progressiva e difficilmente porterà alla scomparsa della moneta nel giro di pochi anni. Più probabilmente serviranno decenni, ammesso che sparisca mai. Anche perché consentire al consumatore di pagare nel modo che preferisce resta, oggi come ieri, una delle regole base del vending.

A domani, per l’ultima puntata del magico mondo di Venkie.

Trasformazione digitale del packaging, Mondelēz apre la strada ai QR code GS1

Mondelēz Italia ha avviato, insieme a GS1 Italy, un progetto pilota per l’introduzione del QR code standard GS1 sulle confezioni della linea Oro Saiwa. L’iniziativa rappresenta un passaggio concreto verso la trasformazione digitale del packaging e anticipa l’evoluzione dei codici a barre prevista dal progetto internazionale Sunrise 2027, che porterà progressivamente all’adozione dei QR code standard GS1 a livello globale.

Il nuovo QR code consente di integrare sul pack una quantità di informazioni nettamente superiore rispetto ai codici tradizionali, rendendole accessibili tramite smartphone e scanner di cassa. Oltre a migliorare l’esperienza del consumatore, l’adozione dei codici bidimensionali abilita benefici rilevanti anche per il trade, in termini di tracciabilità dei prodotti, efficienza logistica, sicurezza alimentare e sostenibilità lungo tutta la filiera.

Il progetto pilota si è sviluppato lungo due direttrici principali. Da un lato l’applicazione del QR code standard GS1 sulle confezioni, con un’analisi approfondita delle diverse modalità di stampa e dei relativi impatti economici e qualitativi. Dall’altro lo sviluppo di una landing page dedicata al consumatore, pensata per arricchire la fruizione delle informazioni di prodotto. Il QR code è stato realizzato tramite lo standard GS1 Digital Link, collegando dati strutturati come GTIN, data di scadenza e lotto di produzione a contenuti digitali dedicati.

Dal punto di vista produttivo, l’iniziativa ha fatto leva sulle tecnologie già presenti nello stabilimento di Capriata d’Orba, evitando la necessità di investimenti in nuove attrezzature o modifiche rilevanti alle linee di confezionamento. I test condotti sia in stabilimento sia nei punti vendita hanno confermato la piena leggibilità del QR code, sia tramite smartphone sia attraverso gli scanner di cassa, consentendo al tempo stesso di individuare interventi migliorativi sui processi.

I risultati del pilota sono stati giudicati positivi e hanno permesso di mettere a punto una soluzione efficiente, replicabile e coerente con le evoluzioni attese dal mercato. Per Mondelēz Italia, che è la prima country del gruppo ad aver aderito formalmente all’iniziativa Sunrise 2027, l’esperienza rappresenta un banco di prova strategico per l’adozione su larga scala dei QR code standard GS1 e un modello concreto di trasformazione digitale applicata al packaging.

 


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