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Dal Giappone un segnale sul packaging: patatine in bianco e nero per risparmiare inchiostro
In Giappone le patatine perdono colore e diventano un piccolo caso industriale. Calbee, uno dei principali produttori giapponesi di snack, ha annunciato che dal 25 maggio utilizzerà confezioni in bianco e nero per 14 prodotti, tra cui alcune delle sue referenze più note. La decisione non riguarda il contenuto, che resta invariato, ma nasce dalla necessità di ridurre l’uso di inchiostri colorati in una fase di forte tensione sulle materie prime.
Il problema nasce dalla nafta, derivato del petrolio utilizzato anche nella filiera degli inchiostri, dei solventi, delle resine e degli imballaggi plastici. La guerra in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno creando difficoltà di approvvigionamento soprattutto per il Giappone, particolarmente dipendente dalle importazioni di nafta dal Medio Oriente. Dopo Calbee, anche Kagome ha annunciato una semplificazione del packaging di alcune confezioni di ketchup, riducendo le aree stampate e lasciando parti trasparenti per consumare meno inchiostro.
Il caso può sembrare lontano dal vending, ma non lo è del tutto. Se un problema sulla nafta arriva a modificare il packaging alimentare in Giappone, è evidente che anche la filiera europea deve osservare con attenzione quello che sta accadendo. In Italia Assografici ha già segnalato una fase di forte pressione per stampa e packaging, con rincari su carta, plastica, alluminio e componenti dell’imballaggio. Tra i dati più pesanti c’è quello dei solventi da stampa, con aumenti indicati fino al 400%.
Per ora in Europa non risultano interruzioni generalizzate nella disponibilità degli imballaggi alimentari. Il segnale, però, è chiaro: il packaging non è più una voce secondaria, ma un punto sensibile della catena di fornitura. Dopo energia, trasporti e materie prime, anche la confezione rischia di diventare un nuovo elemento di pressione sui costi dell’industria alimentare e del vending.
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Dalle università una nuova cultura del riciclo: RiVending coinvolge gli studenti italiani
All’Università degli Studi di Palermo è andata in scena la sesta tappa della 12ª edizione di #NonCiFermaNessuno, il progetto ideato da Luca Abete che continua a coinvolgere migliaia di studenti italiani sui temi dell’ascolto, della fragilità e della partecipazione attiva.
Nel corso dell’evento è stato dato spazio anche alla sostenibilità ambientale e al corretto riciclo dei contenitori in PS e in PET, con diversi richiami al progetto RiVending e al ruolo di CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST. Durante l’incontro, Luca Abete ha illustrato alla platea dell’aula magna la mission del progetto RiVending, attraverso la proiezione di contenuti video dedicati all’ambiente e alla promozione di comportamenti responsabili nelle aree break universitarie. È stato inoltre ricordato che sono già 17 gli atenei italiani dotati di raccoglitori installati nell’ambito della collaborazione con il tour.
Grande attenzione anche per la nuova campagna anti-littering sviluppata insieme agli studenti del Laboratorio dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete. L’iniziativa ha portato alla pubblicazione sui social di un nuovo esperimento sociale dedicato all’abbandono dei rifiuti, capace di generare numeri importanti online, con oltre 210 mila visualizzazioni e più di 530 commenti su Instagram, oltre a 135 mila visualizzazioni e più di 100 commenti su TikTok.
La tappa di Palermo ha confermato ancora una volta il forte legame tra RiVending e #NonCiFermaNessuno, un percorso che unisce giovani, sostenibilità e sensibilizzazione ambientale attraverso iniziative concrete all’interno delle università italiane.
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