GOSSIPRISPOSTECOMMENTICHI SIAMOAVATARPRIVACY    
 
 


 

Mercoledì 18 Febbraio 2026

Caffè, dal panico alla normalità: il robusta perde un terzo in un anno

Per il vending il caffè è la principale voce di consumo e di ricavo. Negli ultimi due anni è stato anche la variabile più instabile dei bilanci. Listini che salivano di settimana in settimana, torrefazioni costrette a rivedere le condizioni, gestori schiacciati tra costi in aumento e prezzi difficili da ritoccare nelle location. Oggi però i numeri raccontano uno scenario diverso.

Il robusta, la qualità più utilizzata nei distributori automatici, nell’arco di dodici mesi ha perso circa il 35% del valore sui mercati futures. Un terzo in meno rispetto ai livelli toccati nel 2025. Il contratto maggio 2026 viaggia in area 3.700 dollari per tonnellata e le variazioni annuali certificano un ridimensionamento significativo rispetto ai picchi precedenti. Non è un dettaglio tecnico, è un cambio di scenario.

Anche sull’arabica si è assistito a un raffreddamento evidente. A New York le quotazioni sono tornate sotto la soglia dei 3 dollari per libbra, livello che non si vedeva da mesi, con ribassi a doppia cifra in alcune settimane di contrattazione. Le posizioni speculative si sono ridotte in modo marcato, con miliardi di dollari usciti dal mercato, segnale che la fase più esasperata si sta sgonfiando.

Sul fronte dei fondamentali, le aspettative produttive contribuiscono a calmierare il clima. Le prime stime ufficiali indicano per il Brasile un raccolto 2026/27 in crescita significativa rispetto all’annata precedente, elemento che il mercato sta progressivamente incorporando nelle quotazioni.

Per il vending questo purtroppo non significa che il prezzo al chilo scenderà domani mattina. Ormai sappiamo tutti a memoria che le coperture, i contratti e le scorte hanno tempi più lunghi. Ma una cosa è chiara: il caffè non sta più correndo fuori controllo. Dopo anni in cui era la variabile più critica dei costi, oggi torna ad essere una voce gestibile. E per un settore che vive di centesimi e volumi, non è poco.

Ferrero cresce ancora, 19,3 miliardi e closing definitivo su WK Kellogg

Ferrero chiude l’esercizio 2024/2025 con un fatturato consolidato di 19,3 miliardi di euro, in crescita del 4,6% rispetto all’anno precedente. I dati, approvati a inizio febbraio, confermano una traiettoria di sviluppo costante per il gruppo.

Il perimetro industriale conta 36 stabilimenti produttivi e 48.697 dipendenti a livello globale. Sul fronte finanziario, l’azienda indica investimenti in conto capitale per circa 1,1 miliardi di euro, destinati a sostenere capacità produttiva e sviluppo nei mercati strategici.

Nel corso dell’anno Ferrero ha evidenziato l’espansione in Nord America, con il potenziamento del sito di Brantford, in Ontario, anche per la produzione di Nutella Biscuits, e l’apertura di un nuovo stabilimento Kinder Bueno a Bloomington, in Illinois.

Sul piano delle acquisizioni, l’operazione WK Kellogg Co., già richiamata nel bilancio, ha registrato pochi giorni fa il closing definitivo. Un passaggio che rende ora pienamente operativa l’integrazione della società nel perimetro del gruppo e rafforza la strategia di crescita internazionale.

 


OGGI NELL'AREA RISPOSTE
DI FANTAVENDING POTETE TROVARE...


1) Attaccamento alla maglia

2) IA e occupazione

CLICCA QUI PER LEGGERE

 

VAI ALLE NEWS DI FEBBRAIO 2026

Art&Works S.r.l. Via Alessandro Algardi 13 - 20148 Milano - Italia - tel +39 0248958566 P.I. 04234310961