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Venerdì 13 Febbraio 2026

Clima pesante

Piove e clima pesante in Selecta dopo la certificazione dell’HR del fantasma del fallimento, nessuno ha voglia di ridere, hanno tolto definitivamente il sorriso e, se il biglietto da visita di un’azienda sono i suoi collaboratori…

News. News. News. È appena terminato il primo Road Show di Selecta e dalle parole dell’HR è emerso che Selecta a dicembre è stata sull’orlo del fallimento, ma che non era questo il momento di parlarne e che al massimo dovrebbero essere i sindacati a intervenire. Ed allora mi domando cosa stiano facendo questi sindacati e perché noi siamo all’oscuro di tutto. Poi sono state elencate le varie direttive del nuovo CEO, ma alla fine nessuno, e dico nessuno, aveva la faccia serena. Per la prima volta dopo molti anni vedo facce tristi, tutti demotivati. Penso che domattina nessuno entrerà nelle varie aziende col sorriso, già da tempo mancava, ma questa sera abbiamo veramente toccato il fondo.

Ci avete segnalato in diversi questa circostanza, ma sempre e solo in forma anonima. E quando si parla di situazioni del genere che coinvolgono una grande realtà del vending, le parole pesano come macigni.
Noi, in assenza di comunicazioni ufficiali o di riscontri oggettivi, non possiamo e non vogliamo trasformare percezioni o racconti in notizie. Questo non significa ignorare il clima che descrivete. Le difficoltà del settore sono note, le tensioni organizzative pure, e non scopriamo certo oggi che il momento non è semplice per molti operatori, grandi e piccoli. Ma tra un clima pesante e l’ipotesi di un fallimento c’è un abisso, e quell’abisso non lo possiamo colmare con i “si dice”.
Se davvero in un contesto aperto a molte persone sono state pronunciate parole così forti, saranno eventualmente le sedi ufficiali, l’azienda o le rappresentanze sindacali a chiarire. Noi, per rispetto dei lavoratori, dei clienti e dell’intero mercato, restiamo con i piedi ben piantati a terra.
Una cosa però la possiamo dire senza esitazioni: qualunque realtà del vending, soprattutto se di grandi dimensioni, è un patrimonio industriale e occupazionale che va preservato. L’ultima cosa di cui il settore ha bisogno è l’ennesima destabilizzazione. Speriamo quindi che il futuro non riservi brutte sorprese e che, al di là delle facce tristi o delle tensioni del momento, si possa tornare a parlare di rilancio e non di fantasmi.

Il lato umano

Sai cosa avevano di diverso i manager di un tempo? Il lato umano. Quello che faceva crescere le aziende. I problemi si risolvevano tutti insieme, dal magazziniere all’installatore. Qui invece si fa la guerra tra reparti per colpa dei loro obiettivi economici di fine anno. Per la mia azienda ero pronto a soffrire, ora non vedo l’ora di andarmene a casa il prima possibile.

Capiamo benissimo la tua osservazione, e in parte è anche condivisibile. Però dobbiamo essere onesti fino in fondo: un tempo le aziende del vending erano realtà di dimensioni molto più contenute. Il titolare conosceva per nome tutti i dipendenti, spesso anche le loro famiglie, e viveva quotidianamente il magazzino, l’officina, il giro di caricamento. Era un modello imprenditoriale diretto, quasi artigianale. Oggi, dopo anni di progressive aggregazioni, fusioni e acquisizioni, ci troviamo di fronte a strutture con centinaia di dipendenti, sedi distribuite su più regioni e manager chiamati a governare numeri, budget, indicatori di performance. Non imprenditori proprietari, ma dirigenti che rispondono a consigli di amministrazione e fondi. È evidente che il livello di relazione personale non può essere lo stesso.
Questo non significa che il lato umano debba sparire, ma significa che il contesto organizzativo è completamente diverso. Paragonare le due epoche come se fossero la stessa cosa rischia di essere ingeneroso verso entrambi i modelli.

 


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