“Appalti verdi, un bando su cinque non applica i criteri ambientali minimi”. Basta il titolo dell’articolo pubblicato dal Sole 24 Ore per capire che il problema dei CAM in Italia è ormai molto più ampio di qualche singola irregolarità sporadica.
Secondo il nono Rapporto dell’Osservatorio appalti verdi di Legambiente e Fondazione Ecosistemi, su 847 bandi analizzati nel 2025, ben 191 non hanno applicato i criteri ambientali minimi, pari al 22,6% del totale. Eppure i CAM sono obbligatori dal 2016 e rappresentano uno degli strumenti principali del Green Public Procurement, cioè gli acquisti verdi della Pubblica amministrazione.
Il dato forse più interessante, però, è un altro. Il rapporto evidenzia come il problema non riguardi soltanto le aziende, ma spesso la stessa macchina pubblica chiamata a gestire e controllare questi obblighi. Manca formazione specifica, manca personale dedicato e in molti casi manca perfino un monitoraggio strutturato sull’applicazione dei CAM. Solo una minima parte delle amministrazioni dispone di referenti realmente specializzati sul tema.
E il vending, inevitabilmente, finisce dentro questo enorme cortocircuito burocratico. Tra i CAM più disattesi compare infatti anche quello relativo a punti ristoro e distributori automatici, con un tasso di mancata applicazione del 37%. Un dato molto elevato che racconta perfettamente quanto il tema sia più complesso di quanto venga spesso rappresentato.
Perché nel vending i CAM non significano semplicemente “essere green”. Significa gestire contemporaneamente packaging, raccolta differenziata, consumi energetici, materiali riciclati, bicchieri, bottiglie, logistica, certificazioni ambientali, tracciabilità dei prodotti e una quantità crescente di documentazione tecnica richiesta nei bandi pubblici. Tutto questo in un settore dove le gare continuano molto spesso a essere giocate principalmente sul prezzo.
Il punto, quindi, probabilmente non è soltanto stabilire chi rispetta o non rispetta i CAM. Il punto è capire se il sistema sia diventato talmente articolato e complesso da risultare difficilmente applicabile perfino per chi vorrebbe farlo seriamente. Interpretazioni differenti da ente a ente, verifiche spesso solo documentali, requisiti tecnici sempre più numerosi e continui aggiornamenti normativi stanno trasformando quella che dovrebbe essere sostenibilità concreta in una gigantesca macchina burocratica.
E quando una norma diventa troppo difficile da applicare, controllare e perfino interpretare, il rischio non è soltanto che venga disattesa. Il rischio è che perda progressivamente credibilità agli occhi di tutti gli operatori coinvolti.
Sarà Vienna a ospitare EVEX 2026, uno degli appuntamenti più importanti per il vending europeo. La manifestazione organizzata da EVA (European Vending & Coffee Service Association) si terrà dal 9 all’11 settembre 2026 presso il Vienna House Andel’s Prague e coinvolgerà operatori, associazioni nazionali, produttori e aziende provenienti da tutta Europa.
L’evento rappresenta da anni uno dei principali momenti di confronto internazionale per il settore della distribuzione automatica e dell’OCS, con un format che unisce networking, approfondimenti di mercato, conferenze e momenti dedicati all’innovazione tecnologica.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, EVEX 2026 punterà in particolare sui temi della trasformazione digitale, della sostenibilità, dell’evoluzione dei consumi e delle nuove opportunità di crescita per il vending europeo. Grande attenzione sarà dedicata anche ai cambiamenti normativi e alle sfide che il comparto dovrà affrontare nei prossimi anni.
La scelta di Vienna conferma inoltre la volontà di EVA di rafforzare il respiro internazionale della manifestazione, favorendo il dialogo tra i diversi mercati europei in una fase particolarmente delicata per l’intera filiera automatica.
Dopo quattro anni, CONFIDA torna al voto per il rinnovo completo dei propri organi associativi. L’appuntamento è fissato per il prossimo 13 giugno presso l’Hotel Sheraton Milan San Siro di Milano, dove si svolgerà l’Assemblea Generale dell’associazione che rappresenta il vending italiano.
Sarà un’assemblea particolarmente importante perché dovrà eleggere il nuovo Presidente, il Vicepresidente, i Presidenti di gruppo e il nuovo Consiglio Direttivo che guiderà l’associazione nel quadriennio 2026-2030, un arco temporale che molti operatori considerano decisivo per il futuro della distribuzione automatica italiana.
Il settore arriva infatti a questo passaggio in un momento di forte trasformazione, tra pressione normativa italiana ed europea, sostenibilità (CAM), digitalizzazione, nuovi modelli di consumo e crescente competizione. Temi che inevitabilmente influenzeranno anche gli equilibri interni dell’associazione e le future linee strategiche. Non a caso il titolo scelto per l’Assemblea è “CONFIDA 2030 – Ripensare il vending, rilanciare il settore”, un messaggio che sintetizza bene la volontà di costruire una nuova visione per i prossimi anni.
Per il vending italiano si apre quindi una nuova fase associativa. Le scelte che emergeranno dall’Assemblea del 13 giugno avranno inevitabilmente un peso importante nel definire il posizionamento del settore nei prossimi anni, sia sul fronte istituzionale che su quello industriale.
Nestlé amplia la gamma Levissima+ con una linea di bevande funzionali che unisce acqua minerale naturale Levissima, vitamine, sali minerali e un leggero gusto fruttato. La nuova proposta punta su prodotti a basso contenuto di zucchero e calorie, seguendo un trend sempre più forte nel mondo beverage, soprattutto tra i consumatori più attenti a benessere ed equilibrio alimentare.
La gamma si compone di cinque referenze differenti, ognuna associata a una specifica funzione. Levissima+ Immuno propone note agrumate di pompelmo e ginseng, con zinco e vitamina B6 che contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario. Levissima+ Energia abbina limone e menta con magnesio e vitamina B6, oltre alla presenza di caffeina, per supportare il normale metabolismo energetico.
Completano la linea Levissima+ Drenante, con estratto di ibisco tradizionalmente utilizzato per i suoi effetti drenanti, Levissima+ Vitalità, con gusto mela e potassio per la normale funzione muscolare, e Levissima+ Focus, caratterizzata da frutti rossi, ibisco, niacina e vitamina B6 che contribuiscono alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
Il segmento delle bevande funzionali continua infatti a crescere anche nel consumo on the go e potrebbe rappresentare un’interessante opportunità pure per il vending, soprattutto nei contesti ad alta frequentazione come uffici, palestre, università e travel.
Nestlé specifica inoltre che gli effetti indicati si ottengono con l’assunzione giornaliera di una bottiglia di Levissima+ all’interno di una dieta varia ed equilibrata.
C’è un numero che nessuno ha evidenziato dopo la diffusione dei dati di settore a Venditalia. Su decine di fonti sono usciti i numeri che Jakala ha presentato a Rimini, in particolare quelli relativi al fatturato 2025 (1.547.702.555 euro) e alle relative consumazioni (3.658.597.110).
Ed è molto strano, perché basta una semplice divisione per capire che il prezzo medio del vending italiano si è attestato a 42 centesimi (42,29 per l’esattezza). In un settore falcidiato dagli aumenti, in cui tutti sono d’accordo che il caffè dovrebbe costare come minimo 50 centesimi, il prezzo medio di tutte le consumazioni è invece 42.
È vero che, secondo quegli stessi dati, bevande calde e acqua cubano oltre l’80% delle consumazioni, ma dentro quei 42 centesimi ci sono anche snack, barrette, bevande funzionali ed energetiche, referenze che tranquillamente superano l’euro in macchina e in alcuni casi arrivano a 2 euro. Ma allora, a 42 centesimi, qual è il prezzo medio reale del caffè nel vending? Preferiamo non scoprirlo, soprattutto in un periodo in cui lo stesso prodotto al bar viaggia ormai attorno a 1,20 euro.
Ecco perché il 42, che nella smorfia napoletana rappresenta proprio “’o ccafè”, rischia di diventare il numero simbolo del vending italiano. Non dell’innovazione, non della crescita, non della rivoluzione tecnologica raccontata negli ultimi anni, ma dell’incapacità cronica del settore di valorizzare economicamente ciò che vende ogni giorno a milioni di italiani.
Quando si parla di cambiamento bisogna partire da quel numero. Perché finché resterà 42, tutto il resto non funzionerà mai.
Schweppes porta on air la nuova campagna di comunicazione dedicata al Roland-Garros, il prestigioso torneo parigino in programma dal 24 maggio al 7 giugno.
La campagna “Take your time at Roland-Garros” invita a rallentare e ad assaporare il momento, giocando sul contrasto tra la tensione di un match di tennis e il piacere di concedersi una pausa con lo stile distintivo del brand.
Durante il torneo, la campagna TV sarà trasmessa su Eurosport con uno spot da 15 secondi, costruito su immagini evocative e su un sound design in cui il suono dell’apertura della lattina accompagna la scena fino al richiamo finale dell’arbitro: “Time!”.
La pianificazione comprende anche attività digital e social, il coinvolgimento di influencer e iniziative con Gazzetta e Sportmediaset attraverso Mediamond, con contenuti e formati adv dedicati al pubblico sportivo e agli appassionati di tennis.
Al termine del torneo, la comunicazione proseguirà sui canali digital e social con contenuti focalizzati sugli highlight e sui momenti più memorabili della competizione.
Il vending mondiale continua a cambiare pelle e il dato pubblicato da Berg Insight conferma una trasformazione ormai strutturale: entro il 2030 le vending machine connesse nel mondo dovrebbero raggiungere quota 11,7 milioni.
Secondo la 7ª edizione del report "Connected Vending Machines" pubblicata nel maggio 2026 da Berg Insight, alla fine del 2025 risultavano già collegate 8,1 milioni di macchine, pari al 58,1% di un parco globale stimato in circa 14 milioni di distributori automatici. La crescita prevista è del 7,6% medio annuo, fino ad arrivare a una penetrazione globale del 77,5% entro la fine del decennio.
Il motore principale resta il pagamento cashless, ma la vera partita si sposta sempre più sulla telemetria. Non si tratta solo di far pagare il consumatore con carta, smartphone o wallet digitali, ma di trasformare la macchina in un punto vendita monitorabile da remoto, con dati su vendite, scorte, funzionamento e interventi tecnici.
A livello geografico, il blocco più rilevante è oggi rappresentato dai mercati extra Europa e Nord America, con circa 3,3 milioni di macchine connesse, soprattutto grazie alla crescita di Cina e Giappone. Il Nord America conta circa 2,6 milioni di unità, mentre l'Europa si attesta intorno a 2,2 milioni, un perimetro in cui l'Italia, primo mercato continentale per numero di distributori installati, gioca un ruolo tutt'altro che marginale.
Tra i principali player tecnologici a livello globale emergono Cantaloupe e Nayax, entrambe con oltre 900.000 macchine connesse installate. In Europa, il report cita tra gli operatori del settore anche nomi ben noti al mercato italiano, come Coges, MatiPay e Televend (INTIS), insieme a Ingenico, InHand Networks e Vendon.
Il messaggio per il vending è abbastanza chiaro: la connettività non è più un accessorio, ma sta diventando sempre più una condizione competitiva.
La sugar tax torna al centro del confronto politico e industriale. ASSOBIBE ha espresso soddisfazione per l’accoglimento, da parte del Governo, di due ordini del giorno presentati da Forza Italia e Fratelli d’Italia, con l’obiettivo di arrivare all’abrogazione o al superamento dell’entrata in vigore della tassa in un prossimo provvedimento fiscale.
La misura, introdotta nel 2019 ma mai entrata effettivamente in vigore, è stata rinviata più volte e oggi resta fissata al 1° gennaio 2027. Per l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, il nuovo passaggio parlamentare rappresenta un segnale importante, ma non ancora definitivo.
Il punto centrale, per le imprese del settore, resta la necessità di un quadro regolatorio stabile. ASSOBIBE sottolinea da tempo che la tassa ha generato incertezza negli investimenti e nella programmazione industriale, in un comparto già alle prese con inflazione, aumento dei costi energetici e materie prime.
Secondo le stime richiamate dall’associazione, l’eventuale entrata in vigore della sugar tax provocherebbe un calo delle vendite del 16% nel biennio successivo all’introduzione, con oltre 5.000 posti di lavoro a rischio e 275 milioni di euro di mancato gettito IVA.
Per il vending il tema non è secondario, perché le bevande analcoliche rappresentano una parte rilevante dell’offerta nei distributori automatici. Ogni nuova pressione fiscale sulla filiera beverage rischia inevitabilmente di riflettersi sui listini, sugli assortimenti e sulla marginalità dei gestori.
Il messaggio che arriva dal comparto è quindi chiaro: non basta rinviare ancora. Dopo anni di sospensione, la sugar tax continua a restare una spada di Damocle su produttori, distributori e operatori del fuori casa. Ora la partita si sposta sul prossimo provvedimento fiscale, dove il Governo dovrà decidere se trasformare il segnale politico in una cancellazione definitiva.
Il conto alla rovescia è ufficialmente partito. Dal 12 agosto 2026 entrerà infatti in vigore il nuovo regolamento europeo PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), destinato a cambiare in profondità il modo in cui gli imballaggi verranno progettati, utilizzati e gestiti in tutta Europa. E il vending sarà uno dei settori direttamente coinvolti.
Il tema è stato al centro della tavola rotonda organizzata da CONFIDA durante Venditalia 2026, con la partecipazione di Erika Simonazzi, Direttrice Marketing di Gruppo FLO, insieme a rappresentanti di COREPLA, Interzero Italia, ASviS, Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e operatori della filiera del riciclo. A moderare il confronto Alessandro Cicognani de Il Sole 24 Ore.
Sul tavolo sono finiti alcuni dei temi più delicati per il futuro della distribuzione automatica: riciclabilità degli imballaggi, contenuto riciclato, sistemi di riuso, deposito cauzionale e nuove responsabilità per produttori e imprese. Questioni che fino a pochi anni fa sembravano lontane dal vending, ma che oggi rischiano di incidere direttamente sulla gestione quotidiana delle aziende.
Gli impatti riguarderanno infatti numerosi prodotti utilizzati ogni giorno nel settore: bicchieri, palette mescolatrici, bottigliette d’acqua, capsule caffè, snack monodose e più in generale tutti quei packaging che dovranno rispettare nuovi criteri europei sempre più stringenti. Il regolamento punta infatti a ridurre i rifiuti da imballaggio, aumentare la riciclabilità e favorire l’utilizzo di materiali riciclati.
Il vero problema, però, è che molte regole operative devono ancora essere chiarite completamente e il settore rischia di trovarsi davanti a un cambiamento enorme in tempi relativamente brevi. Per questo incontri come quello organizzato a Venditalia stanno assumendo un ruolo sempre più centrale: capire oggi cosa succederà domani potrebbe fare la differenza tra adattarsi in tempo oppure inseguire l’emergenza quando le norme saranno già operative.
San Benedetto presenta il restyling della sua gamma Thè e introduce Thè Fruit, una nuova proposta che unisce il potere dissetante del thè al piacere del succo di frutta.
La nuova linea nasce nel percorso di innovazione legato al concept “Irresistibilmen-Thè”, diventato il filo conduttore del mondo Thè San Benedetto. L’identità visiva della gamma è stata rinnovata con un’immagine più fresca, leggera e naturale.
Thè Fruit è realizzato con infuso di tè in acqua minerale San Benedetto e succo di frutta, circa il 4%, senza coloranti né conservanti. La linea sarà disponibile in quattro gusti: thè con succo di prugna, thè con succo di acerola, thè con succo di guava e thè con estratto di cedro.
Il prodotto arriva nella bottiglia in PET da 0,75 litri, pensata per i momenti estivi e sociali e per un pubblico giovane e attivo alla ricerca di una bevanda leggera, fresca e originale.
Con il lancio di Thè Fruit e il restyling della gamma, San Benedetto rafforza il proprio posizionamento nel mercato delle bevande naturali e fresche, proseguendo il percorso avviato con la campagna “Irresistibilmen-Thè”, con protagonista Elisabetta Canalis.
La Spagna ha deciso di introdurre il deposito cauzionale su bottiglie e lattine dopo aver mancato gli obiettivi di raccolta separata della plastica. I numeri ufficiali parlano chiaro: nel 2023 il Paese si è fermato al 41,3% di raccolta delle bottiglie in plastica monouso, molto lontano dal 70% previsto dalla normativa nazionale.
Ed è proprio questo il punto centrale della vicenda. Il sistema di cauzione non nasce come scelta volontaria o nuova strategia ambientale, ma come conseguenza automatica prevista dalla legge in caso di fallimento della raccolta differenziata tradizionale. A questo punto Madrid dovrà avviare il cosiddetto SDDR, il sistema di deposito, restituzione e ritorno degli imballaggi per bevande.
Il modello dovrebbe entrare in funzione entro novembre 2026 e coinvolgerà bottiglie in plastica, lattine e parte dei contenitori per bevande in cartone poliaccoppiato. Il consumatore pagherà una cauzione aggiuntiva al momento dell’acquisto, recuperandola poi con la restituzione del contenitore vuoto. Il deposito minimo previsto sarà di 10 centesimi.
Ma mentre il progetto prende forma, in Spagna iniziano già ad emergere parecchi dubbi sulla fattibilità tecnica e sui tempi. Diverse fonti locali sottolineano la complessità logistica dell’operazione, i costi elevati e le difficoltà organizzative per rispettare le scadenze fissate. In pratica, ancora prima della partenza ufficiale, molti osservatori stanno già facendo capire che arrivare pronti entro la data prevista potrebbe non essere così semplice.
Per il vending spagnolo il tema diventa molto critico, anche perché ormai restano appena sei mesi per adeguarsi. E quando bottiglie e lattine iniziano ad avere un valore economico diretto, cambia automaticamente tutta la gestione del fuori casa: cambiano i cestini, i flussi di raccolta, gli H24 e soprattutto il comportamento del consumatore, che non vede più il contenitore come semplice rifiuto ma come qualcosa da conservare e riportare indietro.
Conserve Italia torna a Venditalia 2026 con la sua marca leader dei succhi di frutta. Il Gruppo sarà presente alla fiera internazionale della distribuzione automatica, in programma a Rimini fino all’8 maggio, con uno spazio espositivo nel padiglione D1, stand 110.
Il protagonista principale sarà Yoga, definito nel comunicato come la marca del succo di frutta per antonomasia. Conserve Italia si presenta alla manifestazione con due brik su tre presenti nei distributori automatici italiani e con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo nel canale vending.
Per il Gruppo, il vending rappresenta un canale chiave per intercettare nuovi momenti di consumo e ampliare la penetrazione dei propri marchi. La partecipazione a Venditalia rientra in un piano di sviluppo che vede Yoga, Derby Blue e Valfrutta come pilastri della presenza nel fuori casa.
In fiera saranno presentate diverse soluzioni per il vending e il consumo on the go, tra cui formati PET da 250 e 500 ml con Yoga Zero e Yotea, Tetraprisma da 300 ml con Yotea e Derby Blue Zero, oltre a formati PET e Tetraprisma da 250 ml con succhi Yoga, Yoga 100%, AQ e Valfrutta BIO.
Un ritorno significativo dopo alcuni anni di assenza, che conferma la rinnovata attenzione di Conserve Italia verso un comparto sempre più strategico per lo sviluppo dell’offerta e per la crescita nei consumi fuori casa.
In Giappone le patatine perdono colore e diventano un piccolo caso industriale. Calbee, uno dei principali produttori giapponesi di snack, ha annunciato che dal 25 maggio utilizzerà confezioni in bianco e nero per 14 prodotti, tra cui alcune delle sue referenze più note. La decisione non riguarda il contenuto, che resta invariato, ma nasce dalla necessità di ridurre l’uso di inchiostri colorati in una fase di forte tensione sulle materie prime.
Il problema nasce dalla nafta, derivato del petrolio utilizzato anche nella filiera degli inchiostri, dei solventi, delle resine e degli imballaggi plastici. La guerra in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno creando difficoltà di approvvigionamento soprattutto per il Giappone, particolarmente dipendente dalle importazioni di nafta dal Medio Oriente. Dopo Calbee, anche Kagome ha annunciato una semplificazione del packaging di alcune confezioni di ketchup, riducendo le aree stampate e lasciando parti trasparenti per consumare meno inchiostro.
Il caso può sembrare lontano dal vending, ma non lo è del tutto. Se un problema sulla nafta arriva a modificare il packaging alimentare in Giappone, è evidente che anche la filiera europea deve osservare con attenzione quello che sta accadendo. In Italia Assografici ha già segnalato una fase di forte pressione per stampa e packaging, con rincari su carta, plastica, alluminio e componenti dell’imballaggio. Tra i dati più pesanti c’è quello dei solventi da stampa, con aumenti indicati fino al 400%.
Per ora in Europa non risultano interruzioni generalizzate nella disponibilità degli imballaggi alimentari. Il segnale, però, è chiaro: il packaging non è più una voce secondaria, ma un punto sensibile della catena di fornitura. Dopo energia, trasporti e materie prime, anche la confezione rischia di diventare un nuovo elemento di pressione sui costi dell’industria alimentare e del vending.
All’Università degli Studi di Palermo è andata in scena la sesta tappa della 12ª edizione di #NonCiFermaNessuno, il progetto ideato da Luca Abete che continua a coinvolgere migliaia di studenti italiani sui temi dell’ascolto, della fragilità e della partecipazione attiva.
Nel corso dell’evento è stato dato spazio anche alla sostenibilità ambientale e al corretto riciclo dei contenitori in PS e in PET, con diversi richiami al progetto RiVending e al ruolo di CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST. Durante l’incontro, Luca Abete ha illustrato alla platea dell’aula magna la mission del progetto RiVending, attraverso la proiezione di contenuti video dedicati all’ambiente e alla promozione di comportamenti responsabili nelle aree break universitarie. È stato inoltre ricordato che sono già 17 gli atenei italiani dotati di raccoglitori installati nell’ambito della collaborazione con il tour.
Grande attenzione anche per la nuova campagna anti-littering sviluppata insieme agli studenti del Laboratorio dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete. L’iniziativa ha portato alla pubblicazione sui social di un nuovo esperimento sociale dedicato all’abbandono dei rifiuti, capace di generare numeri importanti online, con oltre 210 mila visualizzazioni e più di 530 commenti su Instagram, oltre a 135 mila visualizzazioni e più di 100 commenti su TikTok.
La tappa di Palermo ha confermato ancora una volta il forte legame tra RiVending e #NonCiFermaNessuno, un percorso che unisce giovani, sostenibilità e sensibilizzazione ambientale attraverso iniziative concrete all’interno delle università italiane.
Lo sciopero nazionale dell’autotrasporto merci previsto dal 25 al 29 maggio 2026 inizia a preoccupare seriamente anche il mondo del vending. In queste ore diversi operatori del settore stanno infatti ricevendo comunicazioni preventive da aziende alimentari e beverage che invitano ad anticipare gli ordini e a rafforzare le scorte in vista di possibili difficoltà distributive nella settimana finale di maggio.
Il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci conto terzi risulta effettivamente inserito nel calendario ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con una durata prevista di 120 ore su tutto il territorio nazionale. La protesta è stata proclamata dalle principali associazioni dell’autotrasporto e coinvolge un comparto strategico per tutta la filiera distributiva italiana.
Per il vending il rischio è particolarmente delicato. Gran parte delle forniture, dalle bevande agli snack, passando per acqua, lattine e prodotti confezionati, dipende quasi esclusivamente dal trasporto su gomma. Un blocco di cinque giorni potrebbe quindi provocare ritardi nelle consegne, difficoltà di riassortimento e tensioni sulle disponibilità di magazzino, soprattutto per i gestori che lavorano con stock ridotti e alta rotazione.
A rendere il quadro ancora più complicato c’è anche la festività del 2 giugno, che rischia di comprimere ulteriormente i tempi logistici e di allungare il ritorno alla normalità anche nella settimana successiva allo sciopero. Non a caso diverse aziende starebbero già suggerendo ai clienti di anticipare gli ordini e aumentare temporaneamente le quantità acquistate per evitare possibili rotture di stock.
Resta comunque aperta la possibilità di una revoca. Il Governo ha convocato le associazioni dell’autotrasporto per un incontro il 22 maggio e solo dopo quel confronto si capirà se il fermo verrà confermato oppure sospeso. Nel frattempo però il clima nel settore logistico appare tutt’altro che tranquillo e molte aziende stanno già iniziando a muoversi come se il blocco fosse destinato a partire davvero.
Caffè Borbone chiude il primo trimestre 2026 con ricavi pari a 93,9 milioni di euro, in aumento del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. A sostenere la crescita è soprattutto l’andamento positivo dei volumi, con un contributo rilevante del segmento monoporzionato.
In aumento anche la redditività. L’EBITDA raggiunge i 15,0 milioni di euro, con una crescita del 18,1% rispetto ai 12,7 milioni registrati nel primo trimestre dello scorso anno.
Prosegue inoltre lo sviluppo sui mercati esteri, che nel trimestre segnano incrementi di circa il 40%, confermando il percorso di espansione internazionale del marchio.
Il contesto resta comunque influenzato dal costo del caffè, ancora elevato nonostante una riduzione rispetto ai picchi del 2025. Secondo quanto comunicato dall’azienda, gli effetti della discesa delle quotazioni non sono ancora pienamente visibili sui risultati del trimestre, anche per effetto delle giacenze di magazzino di fine esercizio precedente.
Una maxi operazione dei Carabinieri ha portato alla scoperta in Toscana di due zecche clandestine specializzate nella produzione di monete false da 2 euro, progettate anche per superare i controlli elettronici dei cambia-monete. L’indagine, coordinata dalla Procura Europea, ha interessato in particolare le province di Prato e Pistoia e ha fatto emergere un sistema di contraffazione definito dagli investigatori particolarmente sofisticato.
Le indagini erano partite nel novembre 2025 dopo il ritrovamento di quasi 20.000 monete false all’interno dei cambia-monete di sale slot e video lottery della provincia di Prato. Secondo gli investigatori, il meccanismo prevedeva l’inserimento delle monete contraffatte nei sistemi automatici per ottenere in cambio banconote autentiche.
Gli accertamenti effettuati dalla Zecca di Stato hanno evidenziato una qualità della contraffazione molto elevata. Le monete riproducevano infatti peso, dimensioni e caratteristiche magnetiche degli euro originali, elementi fondamentali per superare i controlli automatici dei dispositivi elettronici.
Nel corso dell’operazione sono state individuate due fabbriche clandestine, una nell’area di Quarrata e una a Prato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i materiali necessari alla produzione sarebbero arrivati dalla Cina passando attraverso hub logistici in Germania e Belgio. Complessivamente sarebbe stata sequestrata oltre una tonnellata di materiale destinato alla realizzazione delle monete false.
Per il settore vending la vicenda rappresenta un segnale da non sottovalutare. Quando una moneta contraffatta riesce a superare i controlli elettronici dei sistemi automatici, il danno non riguarda soltanto il valore del contante falso
TUTTOFOOD 2026 chiude con numeri in crescita e conferma il buon momento della manifestazione milanese dedicata all’agroalimentare. Secondo gli organizzatori, l’edizione appena conclusa ha registrato 123mila presenze complessive, di cui 27mila internazionali, con un incremento del 30% rispetto al 2025.
La fiera ha occupato 10 padiglioni per oltre 82mila metri quadrati espositivi netti e ha ospitato circa 5.000 brand, con una quota estera attorno al 30%. Importante anche il lavoro sul fronte buyer, con circa 4.000 operatori internazionali presenti in fiera.
Al di là dei numeri, il dato più interessante è probabilmente il consolidamento del nuovo assetto organizzativo nato dalla collaborazione tra Fiere di Parma e Fiera Milano, con il supporto internazionale di Koelnmesse. Un modello che punta a rafforzare ulteriormente il ruolo di Milano come hub fieristico del food europeo.
Nel comunicato finale gli organizzatori collegano la crescita della manifestazione anche al buon andamento dell’export agroalimentare italiano. Nel 2025 le esportazioni food hanno raggiunto 72,4 miliardi di euro, mentre il fatturato dell’industria alimentare italiana ha superato i 204 miliardi.
Chiusa la manifestazione, resta ora da capire se questa crescita sarà strutturale anche nelle prossime edizioni oppure se parte dei numeri record registrati quest’anno sia legata soprattutto all’effetto novità del nuovo corso organizzativo.
Non solo le tedesche amano Rimini. Adesso anche il vending tedesco sembra essersi innamorato della Riviera Romagnola. E non è una soddisfazione da poco, soprattutto perché nelle settimane precedenti a Venditalia 2026 dalla Germania erano arrivate parecchie perplessità sul trasferimento della fiera da Milano a Rimini, accompagnate anche da alcune importanti defezioni di espositori tedeschi.
Ma i fatti hanno contraddetto le ipotesi, tanto che la nota rivista tedesca del settore Vending Spiegel ha pubblicato un articolo dal titolo piuttosto eloquente: "Venditalia 2026, nonostante tutte le critiche, successo per la fiera del vending a Rimini".
Nel testo, la rivista ammette apertamente che attorno alla manifestazione c’era "molto scetticismo", soprattutto per la nuova sede fieristica e per le defezioni dell’ultima ora di alcuni espositori (Sielaff su tutte). Nonostante questo, Vending Spiegel sottolinea come l’avvio della manifestazione sia stato positivo, con una buona presenza di visitatori e un clima generale considerato vivace e dinamico.
Molto interessante anche il passaggio finale dell’articolo, dove si evidenzia come la nuova location di Rimini abbia portato "un’atmosfera diversa" rispetto al passato. Una valutazione significativa soprattutto perché arriva da un mercato, quello tedesco, tradizionalmente molto razionale e poco incline agli entusiasmi facili.
Insomma, dopo settimane di polemiche e previsioni catastrofiche, anche dalla Germania arriva una sorta di ammissione: Venditalia a Rimini ha funzionato. Un segnale importante, soprattutto in vista della prossima edizione del 2028.
Lavazza ha portato a Venditalia 2026 una visione molto chiara del canale vending, considerato sempre più strategico nella relazione quotidiana con il consumatore. Il caffè resta per gli italiani un rituale consolidato, ma oggi la pausa non è più soltanto un momento funzionale: qualità, scelta ed esperienza stanno diventando elementi sempre più centrali anche davanti a una vending machine.
Il marchio è arrivato a Rimini forte di numeri importanti: secondo il Brand Health Tracking Kantar di dicembre 2025, Lavazza è il brand più conosciuto nel settore caffè, con il 73% delle persone che cita spontaneamente la marca e il 44% che dichiara fiducia nel brand. Su queste basi, l’azienda ha dichiarato di voler contribuire a rafforzare la percezione della vending machine come luogo in cui vivere un’esperienza di qualità, completa e distintiva.
Il cuore della proposta è stata la collezione Tales of Italy, lanciata lo scorso anno e sviluppata appositamente per OCS e vending. Cinque miscele pensate per portare nel canale un racconto di eccellenza e italianità, con l’obiettivo di spostare il paradigma da puramente funzionale a valoriale. Alla gamma capsule Lavazza Blue, Venezia, Milano, Roma e Napoli, si è affiancata la nuova referenza Capri, una miscela intensa caratterizzata da note di cioccolato.
Tra le novità presentate in fiera anche la nuova macchina Firma Inovy Soul per il segmento OCS, proposta per l’occasione nell’edizione limitata Tales of Italy. Accanto ai prodotti, Lavazza ha inoltre presentato il concept Piazza Tales of Italy, ispirato alla piazza italiana come luogo di incontro e pensato per trasformare la pausa caffè in uno spazio fisico e simbolico di relazione, design e benessere.
A Venditalia 2026 lo stand Lavazza è stato concepito come un’esperienza immersiva dedicata proprio a Piazza Tales of Italy, con degustazioni, percorsi sensoriali e momenti di interazione con il prodotto. Il marchio è stato inoltre protagonista ai Venditalia Talks del 6 maggio, nell’ambito della presentazione dello studio di settore 2025 promosso da Confida, e giovedì 7 maggio ha ospitato la registrazione live del podcast Il Caffettino di Mario Moroni con Marcello Arcangeli, Direttore del Training Center Lavazza, dedicata al futuro del vending e all’evoluzione della pausa caffè nel mondo del lavoro.
Il nuovo iperammortamento 2026 si avvicina all’operatività, ma insieme agli incentivi aumentano anche gli adempimenti burocratici. Secondo le prime analisi del decreto attuativo firmato nei giorni scorsi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le comunicazioni obbligatorie al GSE salirebbero infatti da 3 a 5 rispetto allo schema inizialmente previsto.
La misura, molto attesa anche dal mondo del vending, dovrebbe tornare a sostenere gli investimenti in tecnologie 4.0 con aliquote che, secondo le anticipazioni circolate nelle ultime settimane, arriverebbero fino al 180% per alcune fasce di investimento. Tuttavia il nuovo impianto normativo appare decisamente più strutturato e controllato rispetto al vecchio iperammortamento degli anni passati.
Tra gli elementi che stanno facendo discutere maggiormente c’è proprio l’aumento della documentazione richiesta alle imprese. Oltre alla comunicazione preventiva e a quella finale, il nuovo sistema prevederebbe infatti ulteriori passaggi legati alla conferma degli investimenti, al monitoraggio annuale e alla gestione del piano di ammortamento. Un’impostazione che diverse associazioni di categoria hanno già definito più complessa e burocratica.
Secondo le indicazioni emerse nelle ultime ore, l’operatività concreta del provvedimento potrebbe arrivare tra l’inizio e la metà di giugno, una volta completati gli ultimi passaggi amministrativi, tra cui pubblicazione ufficiale, registrazione e apertura della piattaforma GSE.
Per il settore della distribuzione automatica il tema è particolarmente delicato, perché il nuovo iperammortamento potrebbe rappresentare uno strumento importante per sostenere investimenti in telemetria, sistemi di pagamento evoluti, automazione e digitalizzazione. Allo stesso tempo però cresce la preoccupazione che procedure troppo complesse possano rallentare soprattutto le piccole e medie imprese del comparto.
Perfetti Van Melle Italia ha avviato con BearingPoint Italia un percorso di trasformazione dei processi di pianificazione economico finanziaria, con l’obiettivo di migliorare l’accuratezza delle previsioni di vendita e ridurre gli sprechi lungo la filiera.
Negli ultimi due anni e mezzo, il progetto ha permesso di ridurre progressivamente i margini di errore nelle previsioni, passati dal 3,6% nel 2023 all’1,0% nel 2024, fino allo 0,3% nel 2025. Un miglioramento che ha avuto un impatto diretto anche sui write-off di prodotto finito e materie prime, diminuiti del 63,5%.
In termini concreti, significa meno prodotti fermi in magazzino, minori eccedenze e un utilizzo più efficiente delle risorse finanziarie. Un tema che interessa da vicino anche il mondo del vending, dove snack, caramelle e gomme da masticare sono categorie di prodotto presenti da sempre nei distributori automatici.
Il progetto ha coinvolto in particolare le funzioni Finance e Marketing e si è basato sull’evoluzione della piattaforma Anaplan, utilizzata come ambiente condiviso per integrare dati, simulazioni e scenari decisionali. Il nuovo modello ha permesso anche di ridurre di circa il 40% i tempi legati alle attività di pianificazione.
L’approccio sviluppato in Italia non è rimasto confinato al mercato nazionale, ma è stato esteso anche a livello regionale con l’avvio di iniziative analoghe in Svizzera, diventando un riferimento per l’evoluzione dei processi di financial planning del Gruppo a livello globale.
Evoca Group ha annunciato l’intenzione di avviare una procedura di licenziamento collettivo in Spagna nell’ambito di un piano di riorganizzazione delle attività della controllata Quality Espresso. La comunicazione è stata diffusa ufficialmente dal gruppo l’8 maggio attraverso una nota indirizzata ai rappresentanti dei lavoratori e alle organizzazioni sindacali.
Il piano riguarda in particolare il sito produttivo della Zona Franca di Barcellona, oggi dedicato alla produzione e allo sviluppo di macchine da caffè tradizionali e macinacaffè. La proposta prevede l’interruzione delle linee produttive legate a queste attività, all’interno di una più ampia revisione dell’assetto industriale in Spagna.
Quality Espresso continuerà a operare nel mercato spagnolo. Il sito di Barcellona resterà attivo come hub regionale, mantenendo le attività commerciali, logistiche, di assistenza post vendita e di supporto.
Dal 2016, con l’ingresso del fondo Lone Star, il fabbricante di Valbrembo ha avviato una forte campagna di acquisizioni nel mondo del caffè professionale, portando nel gruppo marchi storici come Saeco Professional, Ducale e Quality Espresso. Un percorso che negli anni è stato però contraddistinto anche da profonde riorganizzazioni industriali, chiusure di stabilimenti e vertenze occupazionali.
Gruppo Illiria, il vending entra nelle residenze per anziani con un progetto sociale
Gruppo Illiria ha avviato “Il Tempo di un Caffè”, un progetto di utilità sociale pensato per portare momenti di incontro e condivisione all’interno delle residenze per anziani. L’iniziativa è partita il 10 maggio dalla Residenza Francescon di Portogruaro, in occasione della Festa della Mamma.
L’idea è semplice, ma molto coerente con il valore più autentico della pausa caffè. Un caffè offerto agli ospiti, ai familiari e agli amici diventa un’occasione per fermarsi, parlare, ricordare e condividere un momento insieme. In un contesto in cui la solitudine degli anziani è un tema sempre più rilevante, anche un gesto quotidiano può assumere un significato diverso.
Durante gli appuntamenti verranno distribuite anche cartoline su cui annotare pensieri, ricordi e riflessioni. I contributi più significativi confluiranno poi in una raccolta dedicata alle strutture coinvolte, trasformando la pausa in un piccolo racconto collettivo.
Per il vending è una notizia interessante perché riporta il distributore automatico alla sua funzione forse più importante: creare occasioni di relazione attorno a un gesto quotidiano. Non solo servizio, non solo prodotto, ma presenza nei luoghi in cui le persone vivono, lavorano, studiano o, come in questo caso, hanno bisogno di sentirsi meno sole.
Gruppo Illiria conferma così una linea di lavoro che prova ad allargare il perimetro della distribuzione automatica, portandola oltre la sola erogazione di caffè e snack. Perché, quando viene inserito nel contesto giusto, anche il tempo di un caffè può diventare qualcosa di più.
Numeri 2025: il vending italiano rallenta, ma forse inizia a cambiare pelle
Il vending italiano rallenta, ma forse per la prima volta dopo anni inizia davvero a cambiare pelle. I dati 2025 presentati da CONFIDA a Venditalia raccontano infatti un settore che purtroppo ha perdite significative nei volumi, 3,66 miliardi di consumazioni (-4,18%) e 1,55 miliardi di fatturato (-2,92%), ma che contemporaneamente sembra iniziare ad allontanarsi dal vecchio modello fondato quasi esclusivamente su caffè, acqua e snack tradizionali.
I numeri più interessanti non sono infatti quelli del calo generale, abbastanza prevedibile in una fase di riduzione dei consumi, ma quelli delle nuove abitudini che stanno emergendo davanti alle vending machine. Segnali che raccontano un consumatore diverso, più dinamico, meno legato alla pausa classica e probabilmente anche più disposto a spendere qualcosa in più per prodotti percepiti come “migliori”.
Allo stesso tempo però alcuni dati fanno riflettere. Le barrette crollano del -17%, le merendine del -7%, i biscotti del -5%. Anche l’acqua minerale cala del -5,12%, complice l'aumentata diffusione degli erogatori collegati alla rete idrica, ormai presenti presso il 58% dei gestori. Segno che alcune categorie storiche stanno progressivamente perdendo centralità.
Il dato più interessante, alla fine, è forse proprio questo: il vending non sembra più un settore fermo che aspetta semplicemente di tornare ai numeri pre-crisi. Sta cercando invece di riposizionarsi, di capire come consumano oggi le persone e soprattutto come consumeranno domani. E forse è anche per questo che la prima Venditalia di Rimini ha trasmesso una sensazione diversa rispetto agli ultimi anni: meno nostalgia del passato e più voglia di reinventarsi.
Evoca e RadiciGroup: il risiko Lone Star porta nuovi equilibri ai vertici legali
Dietro la nomina di Eduardo Di Mauro a nuovo Head of Legal di Evoca Group c’è un’operazione industriale molto più ampia, che nelle ultime settimane ha iniziato a ridisegnare alcuni equilibri manageriali tra aziende controllate dal fondo americano Lone Star Funds.
Il fondo, già proprietario di Evoca, ha infatti completato il 30 aprile l’acquisizione delle divisioni Specialty Chemicals e High Performance Polymers di RadiciGroup, uno dei principali gruppi italiani della chimica specializzata e dei tecnopolimeri. La famiglia Radici ha invece mantenuto il controllo dell’area tessile Advanced Textile Solutions, oggi confluita nella nuova realtà Raditex.
Ed è proprio in questo nuovo scenario che si spiega il passaggio di Roberto Cassera da Evoca a RadiciGroup. Lo storico responsabile legale del gruppo vending bergamasco è stato infatti scelto per guidare la funzione legal di RadiciGroup nella nuova fase sotto il controllo di Lone Star. Al suo posto, in Evoca, è arrivato Eduardo Di Mauro, manager con esperienze in Pernigotti, Pioneer Investments, Borsa Italiana e DLA Piper.
Secondo quanto emerso dalle fonti specializzate che hanno seguito l’operazione, Lone Star ha contestualmente annunciato anche l’acquisizione di DOMO Engineered Materials, con l’obiettivo di creare un nuovo player internazionale nei tecnopolimeri.
Per il vending si tratta di dinamiche apparentemente lontane dal business quotidiano della distribuzione automatica, ma che confermano come Evoca sia oggi inserita all’interno di un contesto industriale e finanziario internazionale sempre più articolato, dove fondi, acquisizioni e riorganizzazioni manageriali stanno assumendo un peso sempre maggiore.
Venditalia 2026: numeri da paura
Ormai sono poche le cose che ci stupiscono nel vending, ma dobbiamo essere sinceri, siamo rimasti davvero stupiti dai numeri di Venditalia 2026.
Forse solo la prima edizione della Fiera nel 1998 a Genova presentava maggiori incognite di questa di Rimini. Poteva abbattersi la tempesta perfetta: da Venditalia 2024 ad oggi si sono succeduti 8 trimestri consecutivi di calo delle batture, quindi uno dei momenti più difficili del mercato del vending italiano, c’è stato un cambio di sede dopo 11 edizioni consecutive a Milano, è stata rivoluzionata la formula da 4 a 3 giorni, alcuni storici espositori avevano deciso di non partecipare.
Insomma, l’aspettativa era riuscire a portare a casa un’edizione che tenesse, senza perdere troppo rispetto a Milano… invece è successo tutto l’opposto. 300 espositori, 100 completamente nuovi, sold out degli spazi espositivi, sold out della cena di gala, il primo giorno di manifestazione +25% di visitatori rispetto a Milano. Il secondo giorno circa 5.000 visitatori presenti in fiera, record assoluto di sempre per un singolo giorno di manifestazione. Persino il nuovo programma dedicato ai buyer, che ha coinvolto professionisti provenienti da 19 Paesi, è andato benissimo con 373 incontri B2B con le aziende espositrici.
Padiglioni pieni, espositori soddisfatti, un successo che probabilmente nessuno si aspettava in queste proporzioni. E non per impressioni soggettive, ma per numeri reali e confrontabili con le edizioni passate. Una bella soddisfazione per chi ci ha creduto ed ha investito, un po’ meno per chi ha deciso di non partecipare.
Ma non è stato un successo nato per caso, anzi l’esatto contrario. Il merito va ad un gruppo di lavoro che per un anno si è impegnato senza risparmiarsi. Poche chiacchiere e tanta sostanza. In fondo è questo l’unico modo che esiste per affrontare le difficoltà e conseguire un risultato.
Campagnari Service cresce: acquisizione tra Bergamo e Brescia
Campagnari Service accelera il proprio percorso di crescita e mette piede per la prima volta nelle province di Bergamo e Brescia. L’azienda lecchese ha infatti annunciato l’acquisizione di un ramo d’azienda che porterà alla creazione del nuovo “Giro n°20”, rafforzando ulteriormente la propria presenza sul territorio lombardo.
Secondo quanto emerge dalle indiscrezioni raccolte , l’operazione vale oltre 25.000 battute e rappresenta un passaggio strategico importante per la società, che amplia così il proprio raggio operativo oltre le aree storicamente presidiate.
Il vending evolve: meno volumi, più qualità e nuovi consumi
Parte da Rimini l’edizione 2026 di Venditalia, la principale fiera europea dedicata alla distribuzione automatica, che si apre con oltre 300 espositori provenienti da tutto il mondo. In occasione della prima giornata, CONFIDA ha presentato i dati aggiornati del settore relativi al 2025, fotografando un comparto in trasformazione, tra contrazione dei volumi e nuovi segnali di evoluzione dell’offerta.
Il 2025 conferma infatti una lieve flessione delle consumazioni, che si attestano a 3,66 miliardi (-4,18%), accompagnata da un calo più contenuto del fatturato, pari a circa 1,55 miliardi di euro (-2,92%). In riduzione anche il numero di distributori installati, scesi a 785 mila unità (-2,9%), un dato che mantiene comunque l’Italia al primo posto in Europa per estensione del parco macchine.
Accanto a questi segnali, emerge con forza un cambiamento nelle abitudini di consumo. Il vending italiano sta progressivamente ampliando la propria offerta verso prodotti a maggiore valore qualitativo e nutrizionale, con una crescita di referenze funzionali e bilanciate. Tra queste, spiccano la frutta secca (+3%), gli snack salati innovativi come le combinazioni formaggio e grissini (+15%) e i piatti pronti, che registrano un incremento significativo del +29,8%.
Anche nel comparto delle bevande calde si osserva un’evoluzione dell’offerta, con il caffè in grani che rappresenta oggi l’88% del totale del caffè erogato dalle vending machine. Parallelamente cresce l’attenzione alla qualità delle miscele e all’esperienza di acquisto, mentre si riduce il peso delle soluzioni porzionate e solubili, più esposte alla concorrenza di modalità alternative di consumo.
Il calo delle consumazioni interessa comunque tutte le principali categorie. Le bevande calde registrano una flessione del -3,33%, pur rimanendo il cuore del vending, con il caffè che da solo rappresenta oltre la metà dei consumi complessivi. All’interno di questo scenario si segnalano però dinamiche positive, come la crescita del ginseng (+7,2%) e dell’orzo (+14,3%), a conferma di un’evoluzione delle preferenze dei consumatori.
In flessione anche le bevande fredde (-5,85%), penalizzate soprattutto dal calo dell’acqua minerale (-5,12%). Su questo dato incide la crescente diffusione dei distributori allacciati alla rete idrica: nel 2025 il 58% dei gestori ha installato almeno un erogatore, contribuendo a modificare in modo strutturale le abitudini di consumo. In controtendenza crescono invece gli energy drink (+5,9%), che intercettano nuove occasioni di consumo legate allo sport e all’attività fisica.
Il comparto snack registra una contrazione del -5,85%, con cali rilevanti per alcune categorie tradizionali come le barrette (-17%), le merendine (-7%) e i biscotti (-5%). Un dato che conferma come il mercato si stia progressivamente spostando verso proposte più evolute e differenziate.
Sul fronte dell’Office Coffee Service, il 2025 evidenzia una flessione più marcata, con consumazioni in calo dell’8,23% e fatturato a -6,95%, a conferma delle difficoltà legate alla riduzione delle presenze nei luoghi di lavoro. Le prospettive appaiono invece più favorevoli per il canale horeca, indicato dagli operatori come il segmento con le migliori attese di crescita.
Secondo CONFIDA, la sfida per il settore è quella di continuare a evolversi, investendo sia nelle tecnologie, sempre più digitali e interconnesse, sia nell’offerta alimentare, capace di intercettare i gusti delle nuove generazioni. Un passaggio che diventa centrale in un contesto in cui i modelli di consumo sono sempre più flessibili e distribuiti nel corso della giornata.
In questa direzione si inserisce anche il concept di Venditalia 2026, “Think Automatic”, che richiama la capacità del vending di adattarsi ai cambiamenti dei consumatori e di sviluppare nuove occasioni di consumo, confermando il ruolo della fiera come punto di riferimento per l’intera filiera.
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Mondelēz pubblica il report Snacking Made Right 2025
Mondelēz International ha pubblicato il report sui progressi in materia di sostenibilità 2025, Snacking Made Right, evidenziando i risultati raggiunti nell’approvvigionamento responsabile degli ingredienti, nelle azioni per il clima e nell’innovazione del packaging.
Tra i principali traguardi, l’azienda ha coperto circa il 100% del volume di cacao destinato al business del cioccolato tramite il programma Cocoa Life, che coinvolge oggi oltre 257.000 agricoltori registrati. Il programma continua inoltre a concentrarsi sulla protezione e il ripristino delle foreste, con l’obiettivo di garantire un approvvigionamento di cacao più sostenibile.
Sul fronte ambientale, Mondelēz ha raggiunto circa il 60% di avanzamento verso l’obiettivo 2030 di riduzione delle emissioni di gas serra e ha superato l’obiettivo di riduzione del 10% del consumo assoluto di acqua nei siti prioritari entro il 2025, arrivando a una riduzione di circa il 18% rispetto al 2018.
L’azienda segnala anche un progresso di circa il 75% verso l’obiettivo 2030 relativo al contenuto di plastica riciclata nel packaging. In questa direzione si inserisce l’introduzione di imballaggi con contenuto riciclato per Cadbury in Australia, insieme all’adesione a The 100+ Accelerator, iniziativa dedicata allo sviluppo di soluzioni ambientali su larga scala.
Venditalia 2026 al via: Rimini diventa la capitale del vending
Apre oggi i battenti a Rimini la prima edizione di Venditalia 2026 nella sua nuova casa fieristica. Dal 6 all’8 maggio, il settore della distribuzione automatica si dà appuntamento in un contesto completamente rinnovato, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il posizionamento internazionale della manifestazione e accompagnare l’evoluzione del comparto.
Il trasferimento a Rimini segna un passaggio strategico per la fiera, che punta a consolidarsi come piattaforma globale di riferimento per l’intera filiera. Tecnologie, prodotti, servizi e nuovi modelli di business trovano spazio in un layout espositivo pensato per valorizzare tutte le componenti del vending, offrendo agli operatori una visione completa delle trasformazioni in atto.
L’edizione 2026 si presenta con un’offerta articolata che abbraccia sei macrosettori, rappresentativi dell’intero ecosistema, dalle vending machine alle soluzioni di pagamento, dal caffè alle bevande, fino ai servizi e ai format emergenti. Un’impostazione che conferma la centralità dell’innovazione, della sostenibilità e della digitalizzazione come driver di sviluppo per il mercato.
Accanto all’area espositiva, un ruolo chiave sarà svolto anche dal programma di incontri e convegni, che accompagnerà i tre giorni di fiera con momenti di confronto tra operatori, istituzioni e stakeholder. Rimini diventa così, per tre giorni, il punto di incontro di un settore che continua a evolvere, tra nuove opportunità e sfide sempre più complesse.
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Evoca, S&P taglia il rating a CCC+: cresce l’attenzione sulla tenuta finanziaria
S&P Global Ratings ha abbassato il rating di Evoca S.p.A. da B a CCC+, mantenendo l’outlook stabile. La decisione arriva dopo un 2025 più debole delle attese sul piano operativo, con risultati inferiori alle previsioni formulate in precedenza dall’agenzia.
Secondo l’analisi di S&P Global Ratings, l’EBITDA rettificato si è attestato intorno ai 62 milioni di euro, sotto lo scenario precedente che indicava circa 70 milioni. Anche il margine EBITDA è sceso al 17,6%, in contrazione di circa 250 punti base, mentre i ricavi hanno registrato una flessione significativa su base annua.
Il downgrade si inserisce in un quadro già sotto osservazione. Nel settembre 2025 anche Fitch aveva rivisto l’outlook a negativo, segnalando una leva finanziaria elevata e un miglioramento della redditività più lento del previsto. Il nuovo giudizio di S&P porta però il gruppo in una fascia ancora più delicata del credito, quella altamente speculativa.
Un rating CCC+ indica una situazione in cui l’azienda è ancora in grado di far fronte ai propri impegni finanziari, ma con margini ridotti e una maggiore esposizione a eventuali peggioramenti del contesto. Non si tratta di una condizione di default, ma di un livello in cui il mercato del credito richiede segnali concreti di recupero.
Le implicazioni sono operative. Sul fronte bancario, il costo del denaro tende ad aumentare, con condizioni più stringenti e maggiore selettività nell’accesso a nuova finanza. Anche la filiera può reagire, con fornitori più attenti al rischio e condizioni di pagamento meno elastiche. Nei rapporti con clienti e partner cresce il peso della solidità finanziaria percepita, soprattutto nei progetti di medio periodo.
Non meno rilevante l’impatto strategico. Un profilo di credito più debole riduce la capacità di sostenere operazioni di crescita per linee esterne e aumenta l’attenzione su eventuali percorsi di riequilibrio. Allo stesso tempo, situazioni di questo tipo possono attirare investitori specializzati in operazioni di turnaround.
Evoca resta uno dei principali player industriali del vending e del caffè professionale, con una presenza globale consolidata. Proprio per questo, il giudizio di S&P viene osservato con attenzione dall’intero settore. Il 2026 sarà un passaggio chiave per verificare la capacità del gruppo di riportare ricavi, marginalità e struttura finanziaria su un percorso più solido.
ClessHydra, debutta a Venditalia una delle novità più attese
Una delle novità più attese a Venditalia 2026 è senza dubbio il debutto di ClessHydra, il progetto sviluppato da Hydra Technology & Innovation e già presentato in anteprima su Comunicaffè (CLICCA QUI) attraverso un’intervista a Sergio Barbarisi che ha acceso l’attenzione degli operatori del settore.
Il sistema introduce un approccio diverso alla filtrazione dell’acqua nel vending, superando il modello tradizionale basato sulla sostituzione delle cartucce. Al centro c’è infatti la rigenerazione dei filtri, che consente di ridurre in modo significativo costi operativi, gestione logistica e impatto ambientale, trasformando una voce di spesa ricorrente in un processo più efficiente e controllabile.
Dall’intervista emerge anche una lettura critica del sistema attuale, legato a trasporti continui di cartucce esauste e a una gestione non sempre ottimizzata lungo la filiera. In questo contesto, la proposta ClessHydra si posiziona come una soluzione tecnologica che interviene direttamente sul ciclo di vita del filtro, con benefici concreti sia dal punto di vista economico che organizzativo.
Altro elemento chiave è la semplicità operativa. Il sistema è stato progettato per essere integrato facilmente nell’attività quotidiana dei gestori, riducendo complessità tecniche, margini di errore e interventi manutentivi, un aspetto tutt’altro che secondario nella gestione degli impianti.
Il debutto a Rimini arriva in un momento in cui il mercato è sempre più sensibile a soluzioni capaci di coniugare sostenibilità reale ed efficienza. In questo scenario, ClessHydra si presenta come una proposta perfettamente allineata alle esigenze attuali dei gestori.
Worldline porta a Venditalia le nuove soluzioni per i pagamenti nel vending
Worldline parteciperà a Venditalia 2026 per presentare le proprie soluzioni di pagamento pensate per il settore della distribuzione automatica, in una fase in cui il vending sta vivendo una rapida evoluzione anche sul fronte dell’esperienza d’acquisto.
L’azienda punta su tecnologie progettate per rendere i pagamenti più fluidi e sicuri anche negli ambienti senza personale di vendita, integrando contactless, wallet digitali, pagamenti tramite QR code e altri metodi alternativi.
A Venditalia, Worldline sarà presente allo stand 143 nel padiglione D1, dove proporrà prove prodotto dal vivo e casi d’uso concreti dedicati ai contesti self service e non presidiati.
Al centro della presenza in fiera ci sarà anche Worldline One Commerce, piattaforma pensata per accompagnare le aziende verso canali di vendita omnicanale e senza interruzioni. Le demo si concentreranno sull’accettazione dei pagamenti contactless, sulle soluzioni softPOS e sull’integrazione di servizi a valore aggiunto.
Grazie alla propria infrastruttura interconnessa, Worldline consente inoltre agli operatori di monitorare le vendite in tempo reale, generare report avanzati e semplificare la gestione della flotta, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e supportare nuovi modelli di business nel vending.
FAS presenta a Venditalia 2026 il suo ecosistema Retail Tech
FAS International porterà a Venditalia 2026 la nuova Retail Tech Suite, una piattaforma multi applicazione pensata per gestire e configurare le macchine, utilizzare la telemetria, analizzare i dati di vendita e supportare i processi di rifornimento e manutenzione.
Dal 6 all’8 maggio, alla Fiera di Rimini, Padiglione D3 stand 067, l’azienda di Schio presenterà un ecosistema che integra hardware e software per i mondi retail, vending e ristorazione. La piattaforma ospita anche il nuovo FAS Cloud, lo strumento di configurazione e controllo remoto delle macchine FAS, rinnovato nella grafica e nelle funzionalità.
A Venditalia sarà presente anche Vendix, parte del Gruppo FAS, con soluzioni automatiche per farmacie e tabacchi. Uno spazio espositivo sarà dedicato ai modelli DD06 Touch e DD18 Touch, progettati per il canale farmacia e per installazioni in contesti con spazi ridotti ma con elevate esigenze di performance e sicurezza.
FAS International sarà inoltre protagonista del convegno “AI e vending: come l’intelligenza artificiale trasformerà la distribuzione automatica”, in programma giovedì 7 maggio alle ore 10.30 in Hall C2, con l’intervento dell’amministratore delegato Francesco Cantini.
San Benedetto porta a Venditalia 2026 novità e gamma completa per il vending
Acqua Minerale San Benedetto sarà presente a Venditalia 2026, in programma dal 6 all’8 maggio, al Padiglione B3, Stand 074, con un’offerta completa dedicata al canale vending. Il Gruppo porterà in fiera una gamma molto ampia di bevande analcoliche, dalle acque minerali ai thè freddi, dalle bibite gassate alle bevande a base frutta, dalle bevande addizionate agli energy drink, fino alle bevande vegetali. L’offerta comprende anche Energade, Schweppes e i formati più richiesti dal canale, dalle bottiglie in PET da 0,33, 0,4 e 0,5 litri alle lattine.
Tra le novità annunciate per il vending ci sarà San Benedetto Succoso Zero nel formato lattina 0,33 litri sleek, con le referenze Arancia Carota Limone e Frutti Rossi. Spazio anche al restyling della gamma Thè San Benedetto, disponibile nei gusti Limone e Pesca, Regular, Zero Zucchero e Deteinato, oltre al Verde Matcha della linea Le Specialità.
In fiera sarà presente anche San Benedetto Super Boost, con il nuovo formato to go da 0,375 litri PET e tre nuovi gusti, Red Storm, Pink Volt e Purple Wave. Tra le proposte ci saranno inoltre San Benedetto Avena, bevanda 100% vegetale nel formato 0,40 litri PET, ora anche nel gusto Cacao, e la linea San Benedetto Passione Italiana, con Limonata, Aranciata, Clementina, Chinotto e Gassosa.
Per il comparto delle acque addizionate sarà presentata San Benedetto Aquavitamin, insieme ad Aquaprotein al gusto mela e lemongrass. Completa il quadro la Limited Edition Schweppes dedicata al Roland Garros.
La partecipazione a Venditalia sarà anche l’occasione per ribadire il progetto Ecogreen, con cui San Benedetto da oltre 15 anni lavora sulla riduzione del proprio impatto ambientale attraverso misurazione, riduzione e compensazione delle emissioni.
Primo maggio: festa dei lavoratori, ma il vending non si ferma mai
Oggi è il 1° maggio, Festa dei Lavoratori. Per molti sarà una giornata di riposo meritato. Per tanti uomini e donne del vending, invece, sarà anche una giornata di servizio, presenza e responsabilità.
Ci saranno tecnici in strada per un guasto urgente, addetti ai rifornimenti in partenza all’alba, operatori reperibili, magazzinieri, chi controllerà che tutto funzioni dove il servizio non può fermarsi.
Il vending è spesso invisibile solo a chi non lo conosce. Dietro una macchina accesa ci sono persone che lavorano, organizzano, risolvono problemi e garantiscono continuità ogni giorno dell’anno, festivi compresi.
Per questo Fantavending è online lo stesso, con un pensiero semplice ma sincero. Buon 1° maggio a tutti i lavoratori del settore. A chi è a casa con la famiglia e a chi, invece, sarà sul campo anche domani. Noi sappiamo quanto valete.
San Carlo porta a Venditalia le nuove Wacko’s Cheese Bites
San Carlo arriva a Venditalia 2026, in programma a Rimini dal 6 all’8 maggio, con una novità pensata per rafforzare la propria offerta nel canale vending: le nuove Wacko’s Cheese Bites.
Si tratta di snack piccoli e super croccanti al gusto cheese, uno dei più amati della linea Wacko’s, proposti in una nuova confezione da 18 grammi, ideale per il consumo on the go.
La linea Wacko’s punta su gusti decisi e su un linguaggio contemporaneo, vicino alla Gen Z. Il lancio delle Cheese Bites nasce proprio dalla volontà di presidiare i luoghi dove i giovani vivono, studiano e si incontrano, con il vending come risposta immediata e accessibile al bisogno di una pausa sfiziosa.
La nuova referenza arricchisce la gamma Wacko’s dedicata alla distribuzione automatica, che comprende già Wacko’s Blacks Ketchup e Wacko’s Conetti BBQ. Un ulteriore passo per San Carlo in un canale dove il brand è già presente con linee molto conosciute come PiùGusto, Rustica, la Classica e 1936.
San Carlo sarà presente a Venditalia con uno spazio dedicato nel Padiglione B3, Stand 037. L’occasione sarà anche un momento celebrativo dei 90 anni dell’azienda, che continua a raccontare la pausa come un momento di piacere, condivisione e convivialità.