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Martedì 20 ottobre 2026 |
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Palermo, migliaia di chiusure di negozi ma un altro anno di divieti per gli H24
In un articolo pubblicato dal Quotidiano di Sicilia si legge che a Palermo, secondo dati attribuiti a Confimprese, sono oltre 6.000 le attività commerciali chiuse in cinque anni. Un numero impietoso, che racconta le difficoltà del commercio palermitano. E allora ci chiediamo: come si concilia questo quadro con la decisione di prolungare una proibizione ad aprire nuove attività?
La Giunta comunale ha infatti approvato una proroga di dodici mesi del divieto di nuove installazioni di distributori automatici di alimenti e bevande e di nuove aperture di esercizi di vicinato alimentare nelle aree interessate del centro storico. Il blocco era stato introdotto nell’aprile 2025 per una sperimentazione di diciotto mesi. Dopo un anno e mezzo, quindi, arriva un altro anno di stop.
L’Amministrazione spiega che l’obiettivo è tutelare il patrimonio storico, la vivibilità degli spazi urbani e l’equilibrio tra le diverse attività commerciali. Il sindaco Roberto Lagalla precisa che non si vogliono frenare le iniziative imprenditoriali, mentre l’assessore Giuliano Forzinetti annuncia ulteriori approfondimenti per arrivare a una disciplina organica. Nel frattempo, però, per le attività colpite dal divieto la possibilità di un nuovo investimento resta bloccata.
La desertificazione commerciale descritta dal Quotidiano di Sicilia pone una questione politica: davanti alle difficoltà del commercio, quanto è utile continuare a escludere preventivamente alcune forme di impresa?
Preservare l’identità di Palermo è un obiettivo condivisibile. Ci convince molto meno l’idea che, per farlo, sia necessario continuare a tenere fuori anche chi vorrebbe aprire un’attività regolare. Dopo diciotto mesi di sperimentazione, sarebbe interessante sapere quali miglioramenti concreti abbia prodotto il blocco agli H24 nella vivibilità del centro storico e perché un altro anno di divieto dovrebbe risolvere i problemi rimasti.
Immagine creata con intelligenza artificiale |
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Lavazza amplia la Nuvola: un nuovo polo tra caffè, architettura e arte
La Nuvola di Lavazza si prepara ad allargarsi. Il Gruppo ha annunciato un nuovo intervento di riqualificazione a Torino, nell’isolato tra via Pisa, via Bologna e il fiume Dora, proseguendo il percorso avviato nel quartiere Aurora con il proprio quartier generale. Un complesso, quello progettato da Cino Zucchi, che già oggi affianca agli uffici il Museo Lavazza, la piazza e lo spazio eventi della Centrale.
Per il nuovo progetto Lavazza ha scelto l’architetto francese Jean Nouvel, premio Pritzker nel 2008, e l’architetta franco-libanese Hala Wardé, insieme ai torinesi Picco Architetti e alla società di ingegneria EP&S. L’intervento recupererà un edificio esistente, mantenendone la vocazione industriale e rinnovandone l’architettura. L’obiettivo dichiarato è creare spazi su più livelli, in collegamento con Nuvola, nei quali far convivere cultura del caffè, architettura e arte contemporanea.
Nell’area interessata si trova anche il laboratorio creativo di Giuseppe Penone, tra i protagonisti dell’Arte Povera. L’artista collaborerà al progetto con Nouvel, riprendendo un rapporto già avviato in occasione del suo intervento al Louvre di Abu Dhabi, progettato dallo stesso architetto. La componente artistica entra quindi direttamente nello sviluppo del nuovo polo.
Per ora siamo all’annuncio. Il progetto dovrà svilupparsi attraverso il previsto iter autorizzativo, in confronto con il Comune di Torino e gli enti competenti. Nella comunicazione non vengono indicati l’importo dell’investimento né le date di avvio e conclusione dei lavori. Il punto fermo è la volontà di Lavazza di estendere il percorso di riqualificazione dalla Nuvola verso la Dora, aggiungendo nuovi spazi dedicati anche alla città.
Foto Lavazza |
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Caffè ad ottobre
Ho letto dei numeri del caffè del collega, ma noi stiamo andando benino ad ottobre. Dopo un settembre brutto forte per il caldo, i numeri stanno tornando buoni. Siamo soddisfatti.
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Frutta vending
Ragazzi, ma vi posso portare con me dai clienti quando mi chiedono la frutta fresca? Il vostro post è definitivo... Capisco mettere una o due spirali in alcune locazioni particolari, ma fare dei distributori dedicati è una follia che non sta né in cielo né in terra.
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