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Giovedì 29 Gennaio 2026

Capsule di caffè, dal 12 agosto cambia lo status e parte la partita del riciclo

Dal 12 agosto 2026, con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2025/40 (PPWR), le capsule monodose di caffè vengono inquadrate come imballaggi a tutti gli effetti. Tradotto, per la filiera non è più un tema “ambientale” generico, ma un obbligo industriale: selezione e riciclo diventano requisiti da garantire, anche quando dentro rimane il residuo di caffè.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a un quadro più uniforme in Europa e, entro il 2030, rendere riciclabili anche prodotti complessi come le capsule. Nel frattempo, però, la transizione si gioca su più tavoli, perché non esiste “la capsula” in astratto: ci sono alluminio, plastica, bioplastiche e combinazioni che oggi mettono in crisi i flussi tradizionali.

Sull’alluminio la filiera parte avvantaggiata: in Italia esistono già esperienze consolidate di recupero tramite punti vendita e sono in corso sperimentazioni anche sul conferimento domestico, con separazione negli impianti di selezione del multimateriale leggero in alcune aree. Sulle bioplastiche, una quota delle capsule è già presente sul mercato e, dove compatibili, possono essere conferite nell’organico, con l’idea di recuperare insieme contenitore e caffè residuo.

Il vero nodo resta la plastica tradizionale, perché la complessità del prodotto rende più difficile separare e valorizzare i materiali riducendo gli scarti. È qui che si misura la distanza tra la norma e la realtà: l’Europa fissa la direzione, ma poi servono processi dedicati, impianti, logiche di raccolta e soprattutto un sistema che regga sui volumi.

Ovviamente non cambia tutto “da domani”, perché la normativa europea non si traduce automaticamente in nuove regole operative. Fino a quando il quadro nazionale non si allinea e non vengono emanate indicazioni operative valide su tutto il territorio, per cittadini e operatori non cambia nulla nella pratica. La gestione delle capsule continua a dipendere dalle regole locali e l’unico riferimento resta quello indicato dal proprio Comune o dal gestore del servizio di raccolta.

Rhea vince il Good Design Award 2025 con Barista on Demand

Rhea ha annunciato che Barista on Demand ha ricevuto il GOOD DESIGN® Award 2025 nella categoria Retail Fittings, riconoscimento assegnato da The Chicago Athenaeum, Museum of Architecture and Design, in collaborazione con The European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies.

Il progetto è stato premiato dalla giuria internazionale per qualità, sostenibilità e valore innovativo, distinguendosi tra oltre 1.100 progetti provenienti da più di 55 Paesi.

Per Rhea si tratta di un nuovo traguardo dopo il GOOD DESIGN® Award ottenuto nel 2022 con Monolite. Barista on Demand viene presentato come un progetto d’avanguardia che ridefinisce l’esperienza del caffè, una coffee station a guida autonoma progettata per raggiungere il consumatore ovunque si trovi e per offrire un servizio di caffetteria personalizzato attraverso un’interfaccia intuitiva, superando il tradizionale modello “go-to-shop” a favore di un approccio “shop-to-customer”.

“Siamo profondamente orgogliosi di ricevere nuovamente il GOOD DESIGN® Award, questa volta per Barista on Demand”, ha commentato Andrea Pozzolini, CEO di Rhea, sottolineando un percorso di innovazione che unisce tecnologia avanzata, design italiano e una nuova visione dell’esperienza del caffè, con l’obiettivo di contribuire a ridefinire gli standard del settore dell’ospitalità.

Il GOOD DESIGN® Award, fondato a Chicago nel 1950, è giunto alla sua 75esima edizione e premia ogni anno designer e produttori per l’eccellenza nel design.

 


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