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Martedì 7 Febbraio 2023

Contrordine compagni, il caffè fa bene al cuore...

Non conosco la vostra età, ma io sono cresciuto in un mondo in cui il caffè alzava la pressione e dove la caffeina era una "nemica" del cuore. Nel 1977 la pubblicità del principale decaffeinato era basata sul concetto di caffè sicuro e avvisava i consumatori di stare "attenti al cuore".

Quindi ci sono rimasto male a leggere uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Bologna pubblicato pochi giorni fa sulla rivista Nutrients, che ha dimostrato che "chi beve regolarmente caffè ha una pressione sanguigna significativamente più bassa, sia a livello periferico che a livello centrale, rispetto a chi non ne beve" e che "questo effetto è stato osservato anche rispetto alla pressione aortica centrale, quella vicina al cuore, dove si osserva un fenomeno quasi identico, con valori del tutto simili per chi beve abitualmente caffè rispetto ai non consumatori. Sono tutti risultati che confermano gli effetti positivi del caffè per la mitigazione del rischio di malattie cardiovascolari". Questo succede a chi beve fino a tre caffè al giorno.

Dovrei essere contento della notizia, anche a livello professionale, visto che il caffè è il driver del vending, ma invece mi preoccupo di vivere in un modo dominato dalla disinformazione. Solo due settimane fa si è scoperto che la moka inquina più del monouso, solo per rimanere nell'ambito caffè. Ma sono infinite le false verità scritte sul vending o sul monouso in plastica che continuano a girare indisturbate e che spesso determinano persino leggi intransigenti basate su presupposti grossolanamente errati.

Sono arrabbiato. Vado a farmi un buon caffè che mi si abbassa la pressione...

Nespresso ottiene la certificazione UNI/PDR 125:2022 per la parità di genere

In un mondo che cambia sempre più rapidamente, l'impegno per la parità di genere non deve essere espresso solo a parole, ma certificato. Per raggiungere questo traguardo oggi un'organizzazione deve intraprendere un percorso di valutazione piuttosto complesso che sfocia nella certificazione UNI/PDR 125:2022.

Nespresso l'ha ottenuta grazie anche al 67% di dipendenti donna, a un divario di compensi fra maschi e femmine che è inferiore all'1% e al baby leave, ovvero il congedo di tre mesi retribuito al 100% di cui possono usufruire i papà o secondi caregiver nei primi sei mesi dalla nascita o dall'adozione di un bambino.

Simona Liguoro, Direttrice HR di Nespresso Italiana., ha dichiarato "Aver ottenuto questa certificazione, che premia il lavoro che negli anni abbiamo portato avanti per valorizzare le diversità in ogni loro forma, ci rende molto fieri e ci sprona ad andare avanti nel nostro percorso per favorire concretamente un cambio di passo della società verso un futuro che possa offrire a ogni persona le stesse opportunità e aperto a tutti e a tutte".

Il mondo del vending dovrebbe riflettere, visto che la componente maschile è oggettivamente sovradimensionata e detiene quasi tutti i ruoli di un certo rilievo...

 


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